Andrea Agnelli non molla: pronta battaglia al TAR e al Tribunale FIGC

L’ex presidente della Juventus non ha accettato il patteggiamento, come fatto dal club e dagli ex dirigenti, e si appresta ad affrontare un vero tour de force fra plusvalenze e manovre stipendi.

Agnelli ricorso manovra stipendi
Andrea Agnelli (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

Andrea Agnelli, ex presidente della Juventus, ha voluto percorrere un’altra strada rispetto al club e agli altri dirigenti per quanto riguarda il filone di inchiesta Prisma. Non accettando il patteggiamento per il secondo filone di indagine, quello relativo alla manovra stipendi e ai rapporti con altre società e agenti, l’ex numero uno bianconero può ricorrere contro la squalifica di due anni avuta per il caso plusvalenze. Si parla, meglio specificarlo, della giustizia sportiva, visto che il procedimento che chiama in causa quella ordinaria deve ancora iniziare.

Come riporta l’edizione odierna di Tuttosport, il percorso processuale che attende Agnelli è ben definito e prevede due grandi appuntamenti che potrebbero però subire modifiche nei prossimi giorni:

  • 27 giugno: Tribunale Federale Nazionale per le manovre stipendi
  • 11 luglio: Tar del Lazio per ricorso all’inibizione per il filone plusvalenze

Molto probabilmente la prima delle due date elencate in precedenza è destinata a essere posticipata, con lo stesso 27 giugno che era il risultato di un primo slittamento rispetto alla prima data indicata, quella del 15 giugno. Se in questo caso il posticipo era dovuto a «impegni di lavoro improrogabili» per l’ex presidente bianconero, ora è dovuto alla richiesta di revisione inoltrata da una delle parti coinvolte.

Per questo motivo, nei prossimi giorni, dovrebbe essere ufficializzato lo spostamento dell’udienza nei primi dieci giorni di luglio con un processo che dovrebbe essere impostato in maniera naturale, nonostante i legali di Agnelli e il procuratore Giuseppe Chiné sono al lavoro per cercare dei termini di patteggiamento che possano mettere fine alla vicenda senza un confronto in tribunale.

Sul tavolo delle due parti c’è la possibilità concreta, come testimonia il caso Juventus e degli altri dirigenti, che il patteggiamento per un filone porti direttamente all’impossibilità di ricorrere per il giudizio ricevuto per l’altro. Se non fosse trovato un accordo tra le parti,  l’11 luglio il Tar del Lazio sarà chiamato a esprimersi sulla richiesta di sospensiva della pena da parte dei legali dell’ex consigliere Exor, anticamera della decisione nel merito della squalifica per 24 mesi arrivata contestualmente all’iniziale -15 inferto alla classifica della Juventus. Nel caso di Agnelli, infatti, la giustizia amministrativa potrà eventualmente intervenire non soltanto a titolo risarcitorio, ma anche nella sostanza dell’inibizione stabilita a gennaio dalla Corte Federale d’Appello.