PEC senza risposta e non solo: così il Lecco spera ancora nella Serie B

Mentre sono state definite le date per la prossima stagione e confermato il format delle 20 squadre, aleggia più di un dubbio sull’effettivo organico di formazioni che parteciperanno al campionato.

Il pallone della Serie B 22/23 (Photo Nicolò Campo / Insidefoto)

Se nel tardo pomeriggio di venerdì se è riunita l’Assemblea della Lega Serie B con tutte le 20 società che devono partecipare al prossimo campionato, le questioni che riguardano Reggina e Lecco sono ben lontane da essere risolte definitivamente. Se da una parte c’è il tema sull’effettivo pagamento delle pendenze del club calabrese, dall’altro si parla di documenti non presentati, o presentati in ritardo, entro la data inderogabile del 20 giugno, termine ultimo per procedere all’iscrizione.

Come riporta l’edizione odierna del la Gazzetta dello Sport, il club lombardo, che ha conquistato la promozione vincendo la finale playoff contro il Foggia, era costretto a presentare la documentazione per uno stadio che rispettasse i criteri degli impianti che devono ospitare le partite di Serie B, cosa che il “Mario Rigamonti-Ceppi” non garantisce.

La tesi del Lecco, che sarà molto probabilmente quella centrale nel ricorso che si farà su una possibile esclusione, verte sul fatto di avere avuto solamente poco più di 48 ore per procedere alla compilazione dell’iscrizione avendo vinto la partita di ritorno della finale playoff il 18 giugno. Questa particolare situazione si è venuta a creare per lo slittamento dell’inizio dei playoff.

A questi due fattori, si aggiungono anche altrettante PEC inviate dal Lecco per una richiesta di proroga. La prima, inviata alla FIGC, due giorni prima della gara di ritorno della finale, che non avrebbe avuto risposta, e l’altra il 20 giugno stesso inoltrata alla Lega Serie B, che conferma la ricezione, ma solo il 22. L’ultimo elemento che costituisce la difesa della società di Paolo Di Nunno consiste nel fatto che nella documentazione presentata per lo stadio, individuato nell’Euganeo di Padova, ci fosse l’ok del Comune e del club veneto, ma mancasse quello di Questura e Prefettura, ma erano presenti le notifiche delle istanze.

Il caso, insomma, si preannuncia molto intricato e delicato, visto che un respingimento dell’iscrizione del Lecco alla prossima Serie B farebbe precipitare fuori dal calcio professionistico, quindi in D, i blucelesti. Un’iscrizione in sovrannumero, ipotesi formulato dalla FIGC, è stata scartata dall’Assemblea della Lega Serie B andata in scena venerdì con un voto unanime, e quindi del Lecco stesso.

Si preannuncia un’estate di ricorsi, del Lecco stesso se venisse estromesso o di altre società qualora il club lombardo venisse ammesso. Intanto, a proposito, il Brescia, retrocesso in Serie C ma prima società a essere presente nella graduatoria delle ripescate, ha presentato ricorso al Collegio di Garanzia presso il CONI contro FIGC, Lega B e Reggina, chiedendo l’annullamento del provvedimento della Lega che ha respinto la domanda di iscrizione in B.

La stessa strada che ha deciso di percorrere il Perugia, potenziale seconda riammessa, che in una nota ha parlato di «termini perentori sulle iscrizioni», sottolineando che «non accetterà nessuna sorpresa». Tutte e due le società retrocesse in C si rifanno, non solo al caso Lecco, ma anche al discorso che riguarda i pagamenti in ritardo della Reggina con il club calabrese che dichiara, al contrario, di aver rispettato tutti gli adempimenti tranne quello relativo al piano di ristrutturazione del debito e dunque il pagamento di 757 mila euro. Ma per un motivo: il Tribunale di Reggio Calabria aveva fissato la scadenza per il saldo al 12 luglio, la FIGC ovviamente al 20 giugno. In un labirinto di date, ora si aspetta il 30 giugno, giorno entro il quale la Covisoc dovrà dire la sua. Senza dimenticare la possibile entrata in scena di una nuova proprietà che potrebbe definire l’acquisto della Reggina nei prossimi giorni.