Il Chelsea si appresta a vivere un’altra sessione di calciomercato da protagonista. Ma se al contrario delle ultime due, dove ha scelto di operare quasi esclusivamente in entrata, ora i Blues dovranno fare i conti con i numerosi calciatori considerati in esubero nella rosa.
A dare un aiuto alla squadra mercato del Chelsea, che si deve confrontare con calciatori over 30 e dai lauti ingaggi, potrebbe essere quell’Arabia Saudita che sta salendo alla ribalta per gli ingaggi faraonici con cui ha convinto prima Cristiano Ronaldo e poi Benzema, senza contare gli altri movimenti minori in programma, a giocare nella Saudi League. Nulla di scandaloso si potrebbe pensare, ma in Inghilterra non la vedono così.
Infatti Oltremanica, da ormai un anno, quando si pronunciano le parole Arabia Saudita il pensiero va subito al fondo sovrano PIF che ha acquisito il controllo del Newcastle, riuscendo subito a riportarlo in Champions League, grazie al quarto posto raggiunto in Premier League. Già nell’estate del 2022 i media inglesi sollevavano dubbi sulla composizione della cordata che aveva prelevato dal miliardario russo Roman Abramovich il Chelsea.
Secondo le indiscrezioni, infatti, nell’operazione da quasi 5 miliardi di euro figurerebbe come investitore principale Clearlake Capital, che avrebbe non meno di 3 miliardi impegnati nell’affare che ha visto diventare il proprietario dei Los Angeles Dodgers, Todd Boehly, nuovo numero uno dei Blues, avendo al proprio fianco il suo socio in affari Mark Walter e all’imprenditore svizzero Hansjorg Wyss. Ma a mettere in relazione l’Arabia Saudita e il Chelsea sarebbe proprio la stessa Clearlake Capital.
La società di private equity, con sede negli Stati Uniti, gestisce circa 60 miliardi di sterline in attività per conto di circa 300 investitori in tutto il mondo, tra cui un investimento significativo da parte di PIF, che ha pagato 350 milioni di sterline per acquistare Newcastle da Mike Ashley l’anno scorso. PIF investe in diverse società di private equity oltre a Clearlake, un fondo diversificato in cui nessuno degli azionisti possiede più del cinque per cento.
Come detto, questo legame era stato sottolineato già nell’estate. Il Chelsea ha dimostrato di non avere al suo interno fondi di provenienza russa, ma non ha mai pubblicato l’elenco degli investitori presenti e quindi, di conseguenza, non ha mai ufficialmente escluso, nonostante vari tentativi, una possibile presenza di fondi sauditi nell’operazione.
Tornando alla sessione di mercato estiva che sta per aprirsi, in Inghilterra si teme che queso collegamento possa permettere al Chelsea di liberarsi di quei giocatori che gravano sul bilancio ma non sono considerati all’interno del progetto tecnico del nuovo allenatore Mauricio Pochettino, ricevendo anche in cambio compensi per i vari cartellini. Nessuna regola, per essere chiari, vieta questo tipo di operazioni, considerando che il fondo PIF ha da poco acquisito importanti partecipazioni nei maggiori quattro club sauditi: Al-Ittihad, Al-Ahli, Al-Nassr e Al-Hilal. Proprio queste sono le società che stanno portando a un vero e proprio terremoto in sede di mercato con offerte fuori mercato per gli ingaggi dei calciatori che militano in Europa. L’ultimo di questi è Kalidou Koulibaly, entrato nel mirino dell’Al-Hilal, uno dei calciatori che grava sulle casse del Chelsea a cui è stato offerto un triennale a 25 milioni di euro a stagione.