«Ci prendiamo anche il Milan». Così il clan delle curve si spartiva San Siro

Dagli atti su un fermo dell’Antimafia di Milano emergono elementi inediti sulla spartizione degli affari in curva.

Spartizione curve San Siro
(Foto: ISABELLA BINOTTO/AFP via Getty Images)

Lo stadio Meazza e il tifo organizzato di Inter e Milan. Incroci tra ultras e malavita, e sullo sfondo gli omicidi di Enzo Anghinelli e Vittorio Boiocchi. A parlarne – secondo quanto riportato da Il Fatto Quotidiano – è la banda del boss della droga Nazzareno Calajò detto “Nazza”, il capo del quartiere della Barona. Dagli atti del fermo dell’antimafia di Milano per cui Nazza e altri sette vengono arrestati lo scorso aprile, emergono elementi inediti sulla spartizione degli affari in curva e sulle presunte dinamiche dietro al ferimento del tifoso milanista Anghinelli, colpito con un proiettile in testa il 12 aprile 2019, finito in coma e sopravvissuto.

Tra i fermati c’è Massimo Mazzanti detto “Mimmo spara spara”, ritenuto dai pm uomo di fiducia del gruppo di fuoco di Calajò. Il 23 marzo 2022 in auto Andrea e Luca Calajò, figlio e nipote di Nazza. Su tutti la gestione degli affari nella curva del Milan e la figura ingombrante del capo dei Boys nerazzurri Vittorio Boiocchi ucciso il 29 ottobre scorso.

«Guarda c’è da piazzarsi pure nella curva del Milan, non la molliamo pure sta cosa!», dice Andrea Calajò intercettato dal Ros. Luca Calajò: «Ma che mollare, a Giancarlo Lombardi gliel’ho detto chiaro: tu stai mollando una cosa che grazie comunque a Loris (Grancini, ndr) e a mio zio e a tutto il bordello che abbiamo combinato».

Lombardi (non indagato), detto Sandokan, nel 2005 guidò l’ingresso in curva Sud dei Guerrieri ultras portando allo scioglimento la Fossa dei leoni. Negli anni ha lasciato la gestione a Luca Lucci, oggi ai domiciliari per droga. Ancora Andrea Calajò intercettato: «La curva del Milan è un bell’affare! Ce la prendiamo, basta!».

Seguono discussioni sulla spartizione degli anelli e su come sia meglio dividersi per evitare problemi di qualsiasi tipo. Non solo affari, anche equilibri di forza. Come quelli ipotetici con Boiocchi. Ne parlano sempre i due cugini. Luca: «A quello lo devi uccidere, Vittorio è pazzo, ti ammazza, lo devi buttare giù, niente tarantelle».

 

Con Boiocchi i Calajò, emerge dagli atti, gestiscono gli affari delle magliette ultras in curva Nord. Lo stesso Boiocchi controllava parte dei biglietti della Champions. I Calajò non risultano indagati nel fascicolo sull’omicidio del capo dei Boys. Così come non risultano indagati nel tentato omicidio di Anghinelli.