Berlusconi, il testamento dal notaio: in ballo il 33% di Fininvest

Le parti in causa vorrebbero procedere con la lettura delle ultime volontà dell’ex premier nei giorni successivi ai funerali di Stato così da arrivare all’assemblea della holding di famiglia con un quadro ben delineato.

Quanto valgono le ville di Berlusconi
Silvio Berlusconi (Foto Samantha Zucchi / Insidefoto)

Nella giornata di oggi sono previsti i funerali di Stato di Silvio Berlusconi, deceduto lunedì mattina all’età di 86 anni. Dopo giorni di ricordi e aneddoti da persone di ogni ambiente, dallo sport all’imprenditoria passando ovviamente per la politica, nelle prossime ore un’altra vicenda legata all’ex leader di Forza Italia prenderà prepotentemente la scena, quella legata all’eredità.

Come riporta l’edizione odierna de Il Corriere della Sera, da più fonti arriva la volontà di chiudere la questione abbastanza in fretta così da arrivare all’assemblea di Fininvest di fine giugno, convocata per discutere del bilancio e delle nomine, con i nuovi assetti già ben definiti. Per fare questo il testamento lasciato da Berlusconi dovrebbe essere aperto nei prossimi giorni.

Proprio le ultime volontà dell’ex Cavaliere del Lavoro sono la questione centrale, visto che potrebbero andare a toccare equilibri storici all’interno della holding di famiglia con il 33% del suo patrimonio in questione. Sempre che ci sia un testamento lasciato da Berlusconi, eventualità non confermata ufficialmente, con l’ex premier che potrebbe aver sistemato ogni questione legata ai suoi lasciti già quando era in vita. Anche se considerata la portata dei beni e l’articolazione stessa della famiglia, è molto probabile che Berlusconi, da perfezionista quale è sempre stato, abbia voluto definire il tutto al meglio anche solo per scongiurare lotte intestine per la sua eredità come sta avvenendo in un’altra famiglia importante come quella degli Agnelli-Elkann.

Nel testamento, che dovrebbe essere nelle mani del fidato notaio del gruppo, Arrigo Roveda dello Studio RLCD di Milano, sarebbero racchiuse le ultime volontà di Berlusconi per il 33% del suo patrimonio. La quota viene definita dalla legge su chi non ha coniuge. Infatti, nessun documento giuridico legava l’ex Premier a Marta Fascina. Il 33% significa che si sta parlando di una cifra che dovrebbe aggirarsi introno a 1,3 miliardi di euro sui 4 miliardi complessivi, calcolando partecipazioni azionarie e immobili.

Un discorso a parte meritano le opere d’arte e i beni non registrati che sfuggono a una classificazione e valutazione. Ma in quel 33% dovrebbe rientrare anche la quota Fininvest. Poiché il fondatore deteneva il 61% questo significa che circa il 40% viene assegnato in automatico ai figli (8% a testa) che sono gli unici altri azionisti della holding alla testa del gruppo. Il risultato è che già oggi Marina e Pier Silvio hanno poco meno del 16% ciascuno (32% cumulato), mentre i tre figli del secondo matrimonio con Veronica Lario (Barbara, Luigi ed Eleonora) vanno complessivamente al 46% e dunque raggiungono la quota di maggioranza relativa.

In questa ripartizione il 20% è chiave per il controllo ed è qui che entra in campo la Fascina. Infatti, Berlusconi potrebbe aver deciso di far entrare nella cassaforte di famiglia la sua ultima compagna di vita. Altre fonti aggiungono anche che l’ex premier abbia voluto premiare i suoi collaboratori storici come Fedele Confalonieri e Adriano Galliani. Ma fino all’apertura del testamento, tutte queste ipotesi possono essere classificate come sole congetture.

Un precedente potrebbe aiutare a prevedere il futuro di Fininvest dopo l’apertura del testamento del suo fondatore. Nel 2022 la H14, la holding dei tre figli più giovani, è stata divisa in due con un’operazione da 340 milioni. La scissione trasferiva una parte consistente del patrimonio in una nuova società mantenendo nella vecchia la quota Fininvest che così veniva isolata. L’obiettivo era anche quello di trasferire nella nuova società i tre manager esterni in possesso di sfp di H14 (strumenti finanziari partecipativi, un surrogato delle azioni) e allontanare «contaminazioni» in Fininvest.

Se perciò la linea è quella della «purezza» berlusconiana allora la distribuzione del 33% farà leva su altri beni del «consolidato ereditario». E qui le ville hanno un peso rilevante. La questione, come si diceva, è più complessa perché in realtà la partecipazione di Silvio Berlusconi in Fininvest non è diretta ma mediata da quattro holding (H1, H2, H3 e H8) che però in prospettiva potrebbero essere smantellate. Nel frattempo l’ex premier aveva costituito la società semplice Forza 5. Lo si è appreso dalla dichiarazione patrimoniale 2022 al Senato. 5 come i figli: una cassaforte sullo stile della Dicembre degli Elkann? No Forza 5 come il mare, dicono fonti Fininvest, e possiede una barca.