L'aneddoto di Dotti: Berlusconi milanista, ma voleva acquistare l'Inter. Ecco perché

Prima di acquistare il Milan nel 1986 l’ex presidente rossonero aveva provato per ben due volte e senza successo a rilevare l’Inter da Fraizzoli.

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Massimo Moratti e Silvio Berlusconi (Insidefoto.com)

«Devo smentire una leggenda metropolitana circolata per anni: che Silvio Berlusconi fosse interista. Non è vero. Da bambino andava a vedere il Gre-No-Li all’Arena con suo padre Luigi, così come da bambino io andavo a vedere il Monza con mia madre. Si è comprato la squadra del cuore».

Così Adriano Galliani, attuale amministratore delegato del Monza e storico collaboratore di Silvio Berlusconi nel gruppo Fininvest e in particolare al Milan, di cui è stato per anni amministratore delegato e vicepresidente, ha fatto chiarezza sulla reale fede calcistica dell’ex premier.

Nel libro “Le memorie di Adriano G.”, scritto con il giornalista della Gazzetta dello Sport, Luigi Garlando, Galliani è tornato a smentire una leggenda metropolitana sempre viva nonostante negli anni sia lo stesso Berlusconi, sia i suoi più cari amici, come Fedele Confalonieri, avessero sempre negato la fede nerazzurra del Cavaliere.

«Per nobilitare il Milan che nell’81 partecipò al Mundialito per club, trasmesso da Canale 5, infrangendo il monopolio calcistico della Rai, Berlusconi portò in rossonero Johan Cruijff», ricorda ancora Galliani, «Lo pagò di tasca sua. Un regalo da tifoso».

Sul fatto che Berlusconi da giovane fosse stato interista, Galliani non ha remore a smentire. «Io sono diventato milanista», spiega l’attuale ad del Monza, che nel suo libro non nasconde le sue giovanili simpatie juventine, «lui lo è sempre stato».

Quando Berlusconi provò ad acquistare l’Inter da Fraizzoli

Ad alimentare la leggenda di un “Berlusconi interista” potrebbe essere stata la trattativa, poi sfumata, tra quello che sarebbe diventato “Sua Emittenza” e Ivanoè Fraizzoli, presidente dell’Inter dal 1968 al 1984.

Dopo aver provato ad acquistare il Milan per la prima volta nel 1979 da Felice Colombo (operazione che, secondo il racconto di Confalonieri, saltò per l’opposizione di Gianni Rivera), Berlusconi ci provò infatti con l’Inter.

«Come imprenditore televisivo», spiega Vittorio Dotti, storico avvocato della Fininvest negli anni ottanta e novanta nel suo libro “L’avvocato del diavolo”, «Berlusconi aveva avuto una grande intuizione: il mondo del calcio è un immenso bacino di pubblico; ogni tifoso è un potenziale consumatore; ogni consumatore è un potenziale utente televisivo. Gli ingranaggi del pallone e quelli della tv si sarebbero sincronizzati alla perfezione, mettendo in moto una poderosa macchina da soldi».

Nel 1982 Berlusconi e Dotti incontrarono l’allora presidente dell’Inter Fraizzoli, un imprenditore tessile, meneghino di vecchio stampo, che nel 1968 aveva rilevato il club da Angelo Moratti.

Berlusconi fece la sua offerta: voleva acquistare l’Inter ed era disposto a pagare bene.
Fraizzoli, che in quasi quindici anni di presidenza aveva vinto due scudetti e due coppe Italia ed era intenzionato a cedere la squadra, fu tentato, ma alla fine prevalse la fede nei colori nerazzurri. «Affidare l’Inter a un noto milanista era di quelle cose che proprio non si possono fare», spiega Dotti, che non ha mai nascosto la sua fede nerazzurra.

La prima trattativa Berlusconi-Fraizzoli per l’Inter e il ruolo di Peppino Prisco

Secondo la testimonianza di Luigi Maria Prisco, figlio del celebre vicepresidente nerazzurro Peppino, gli abboccamenti tra Berlusconi e Fraizzoli risalivano addirittura al 1972, ancor prima dunque del tentativo del 1979 di rilevare il Milan da Colombo (da cui acquisirà poi il Monza nel 2018).

Berlusconi si fece presentare Prisco dal senatore del Psi Agostino Viviani, grande amico del dirigente nerazzurro. Berlusconi cominciò a parlare dei suoi progetti a Prisco, parlando anche di televisioni e fantasticando addirittura la creazione di un canale dedicato al club.

Prisco portò Berlusconi a parlare con Fraizzoli, che tuttavia liquidò il futuro Cavaliere del Lavoro con queste parole: «Lei ha trentasei anni? No, l’è tropp giuvin, se vedum fra des ann (“Lei è troppo giovane, ci vediamo tra dieci anni”)».

Berlusconi ci riprovò nuovamente con Fraizzoli dieci anni dopo, nel 1982, ma anche questa volta senza successo. Di lì a pochi mesi Fraizzoli decise infatti di cedere l’Inter ad Ernesto Pellegrini e Berlusconi accantonò solo per qualche anno il progetto di sbarcare nel calcio, fino a quando nel 1986 non rilevò il controllo del Milan.