Si procede a passo lento in casa Sampdoria per la definizione del piano per la ristrutturazione del debito del club verso i creditori. Da 10 giorni Andrea Radrizzani e Matteo Manfredi sono al lavoro, con i rispettivi uomini, per trovare un accordo con le banche e gli agenti dei calciatori che vantano un credito nei confronti della società. Se quello con i fornitori è stato trovato abbastanza celermente, con gli altri due attori le cose procedono lentamente, ma sempre guardando il calendario che vede avvicinarsi il 20 giugno, data ultima per l’iscrizione della Samp al prossimo campionato di Serie B.
Come riporta l’edizione odierna de La Repubblica, una serie di piccoli passi sta portando il club a definire in ogni suo piccolo dettaglio il piano di ristrutturazione del debito per cui è necessario, per volontà del CdA, avere l’intesa totale per il 60% dell’ammontare del debito, a prescindere dal numero di creditori con cui si ha questo accordo. Ma viene conteggiato il 60% anche per ogni categoria di creditori (fornitori, banche e agenti).
Radrizzani, che ha migliorato le condizioni poste da Barnaba su questo piano ed è per questo che ha visto la sua offerta prevalere, ha trovato un accordo con i fornitori intorno al 59% del debito e sta per chiudere anche quello con le banche. Sul fronte degli agenti, per cui il debito totale è di 21 milioni di euro, si sono registrati vari intoppi. Il più importante il rifiuto di qualcuno fra i più esposti che dovrebbero essere soddisfatti se si raggiungesse la quota del 60%.
Parallelamente a questo lavoro, che si può definire di intermediazione, Radrizzani e Manfredi stanno portando avanti la loro personale caccia a risorse economiche tramite fondi stranieri. Una volta chiuso l’acquisto del club, potrebbero arrivare aiuti dal fondo Qatar Sports Investments , che detiene il controllo del PSG, ma anche da quello statunitense 49ers Enterprises, socio di Radrizzani nel Leeds e prossimo a rilevare il 56% delle quote del club inglese ancora in mano all’imprenditore italiano.
Nel frattempo il Cda ha approvato il bilancio al 31 dicembre. Come previsto si chiude con una forte perdita, che dovrebbe aggirarsi intorno ai 30 milioni. È stato affidato per la definitiva approvazione al Collegio Sindacale, in vista dell’Assemblea dei soci del 16 giugno. Il rosso non è dovuto a un aumento dei costi, che anzi sono stati ridotti, ma alla ricerca necessaria di liquidità, che ha indotto a cessioni obbligate sul mercato, molte produttrici di minusvalenze. Il 16 giugno sarà presente anche un rappresentate della famiglia Ferrero, attuale proprietaria a tutti gli effetti del club.