Serie A, De Siervo: «Obiettivo oltre 1,5 mld compresi i diritti tv esteri»

L’AD della Lega Serie A ha rilasciato una lunga intervista nella quale ha affrontato diversi temi: il razzismo, i diritti tv e il caso Juventus.

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Luigi De Siervo (Foto: Nicolò Campo / Insidefoto)

L’amministratore delegato della Lega Serie A Luigi De Siervo ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano spagnolo As per affrontare diversi argomenti, dal razzismo ai diritti tv e fino alla corsa con la Liga per il ruolo di secondo campionato calcistico nazionale di maggiore valore dopo la Premier League. L’obiettivo è chiaro: accorciare la distanza tra i due tornei, sfruttando la grande stagione delle squadre italiane in Europa.

«Abbiamo iniziato il percorso per recuperate la nostra posizione nella leadership internazionale. Stiamo creando un prodotto più interessante, di maggior qualità. Il tempo effettivo delle partite arriva al 66%, manca un 33% che dev’essere più attrattivo, per esempio con le telecamere che si usano al cinema. Competiamo contro Netflix e Amazon per conquistare il tempo libero della gente», ha spiegato De Siervo.

«Il successo dei nostri club non è una casualità, costruendo un prodotto così valido arrivano più investitori. I fondi hanno iniziato a trattare con l’Italia perché siamo il campionato con maggior potenziale, visto che per decenni siamo stati i migliori. Dobbiamo migliorare gli stadi, però la bellezza delle nostre città è unica. Nelle ultime quattro stagioni hanno vinto lo Scudetto quattro squadre diverse, una cosa che non succede in nessun altro Paese», ha spiegato l’AD della Serie A.

Inevitabile un passaggio dedicato all’asta per i diritti tv del prossimo ciclo (triennale, quadriennale o quinquennale): «Il nostro obiettivo per il prossimo corso è una cifra tra i 1.150 e i 1.380 milioni di euro, mentre per l’estero Anna Guarnerio sta lavorando per passare da 250 a 400 milioni (per un totale di oltre 1,5 miliardi, ndr). Abbiamo un accordo col governo da 10 milioni di euro e grazie alla guida di Michele Ciccarese i nostri guadagni commerciali sono passati da 30 a 70 milioni in tre anni».

Poi l’argomento razzismo, molto delicato anche in Spagna a seguito del caso Vinicius. Per De Siervo non è prevista nessuna tolleranza: «I 170 tifosi che hanno insultato Lukaku non entreranno più in uno stadio. È una cosa che avevamo già fatto e che continueremo a fare. È un problema di educazione globale, di cultura. È un viaggio lungo».

Un passaggio anche sulla pirateria, tema che la Lega sta cercando di affrontare e combattere con forza: «Ci costa circa un miliardo ogni 3 anni. Finalmente abbiamo ottenuto una legge che chiedevamo da 3 anni. Il Parlamento l’ha approvata all’unanimità. Abbiamo fiducia nella nuova piattaforma che può chiudere indirizzi IP in mezz’ora».

 

Infine, un commento sul caso Juventus e sui processi di fronte alla giustizia sportiva: «Idealmente le sentenze dovrebbero arrivare sempre a fine stagione, una cosa che aiuterebbe molto anche i tifosi. Però ci tengo a sottolineare che in Italia il calcio si analizza in maniera costante, e prende provvedimenti».