Il Milan ha fretta per lo stadio: San Donato o Sesto entro il 2028/29

Cardinale vuole dare una sterzata decisa al futuro del Milan, sia in campo sia sotto l’aspetto dello sviluppo economico: il nuovo impianto è fondamentale per crescere.

Viabilità nuovo stadio Milan
Gerry Cardinale e Paolo Scaroni (Foto: Marco Luzzani/Getty Images)

Tempo di cambiamenti in casa Milan con Gerry Cardinale impegnato a porre le basi per un nuovo corso rossonero. Da una lato la parte sportiva che potrebbe dire addio a Paolo Maldini e Frederic Massara, per scelta diretta del proprietario del fondo RedBird, che nel frattempo non ha messo assolutamente da parte la questione stadio.

Come riporta l’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, il proprietario rossonero, dopo attente valutazioni con il suo staff e la coppia Paolo Scaroni-Giorgio Furlani, ha scartato le ipotesi nuovo San Siro in coabitazione con l’Inter. Nulla da fare anche per La Maura, che era il preferito ma si è dovuto scontrare con le questioni burocratiche e le opposizioni di cittadini e comitati. L’impianto di proprietà è uno dei punti cardine del progetto rossonero di RedBird e allora si procederà su altre strade.

C’è una sorta di spareggio fra San Donato e Sesto San Giovanni con l’area Cabassi di Rozzano, sondata anche dall’Inter, che rimane sempre viva ma in secondo piano. Come si può facilmente comprendere, il Milan sarebbe molto propenso a lasciare Milano, per trasferirsi nell’hinterland, che comunque rimane sempre molto ben collegato al capoluogo. Il club  sta ancora raccogliendo informazioni su entrambe le aree ed è chiaramente in corso una trattativa a tutti i livelli, su due tavoli.

Il prezzo dell’area e i costi relativi saranno una delle grandi variabili che determineranno la scelta. E un altro fattore che farà la differenza sarà il tempo. Il Milan vuole decidere in fretta, se possibile entro uno o due mesi. L’idea è di cominciare i lavori tra un paio d’anni – la fase progettuale è molto lunga – e giocare la prima partita nella stagione 2028-29, la migliore ipotesi possibile. Più probabile che invece si slitti al 2029-30, per i 130 anni del club.

Analizzando le due aree in maniera separata, quella di San Donato, nella zona San Francesco, vanta un ingresso diretto dalla tangenziale con una viabilità già ben definita e quindi da trattare in maniera solo superficiale in vista di un progetto. In questa area il Milan potrebbe anche costruire in tempi brevi. Il nuovo stadio sarebbe raggiungibile in metropolitana, treno e auto e avrebbe ai suoi lati le due tangenziali, che non garantirebbero una vista spettacolare, ma lo farebbero risaltare essendo l’unica costruzione dei paraggi. Ma anche un’area come questa presenta un problema, e non secondario: i costi. Infatti le spese di sviluppo del progetto, con l’obbligo di andare a scavalcare la ferrovia, sarebbero molto elevate.

Infine, ecco Sesto San Giovanni con la sua area delle ex acciaierie Falck che non è mai uscita dai progetti sul tavolo di Casa Milan. Il nuovo stadio rossonero sorgerebbe su un’area immensa e del tutto nuova, infatti si sta procedendo a una delle più grandi opere di riqualificazione urbana che si sia mai fatta in Italia. Presto sorgerà la Città della Salute e della Ricerca e lo stadio completerebbe la zona alla perfezione. Inoltre, i lavori per le altre opere permetterebbero di sfruttare infrastrutture già presenti. Ma anche qui non tutto è positivo con il problema sempre legato ai costi e ai tempi tecnici della bonifica dell’area.

A conti fatti, sembra che San Donato goda di una marcia in più, specialmente sul fattore tempo, che in realtà è la prima questione posta da Cardinale per avere un Milan tutto nuovo, in dirigenza e in campo, e uno stadio di proprietà che faccia aumentare significativamente i ricavi rossoneri per un club che si proietterebbe nell’élite del calcio mondiale. Nel mese di giugno, oltre a risolvere la questione sportiva, si attendono novità anche sul nuovo stadio. Insomma, le prossime settimane saranno caldissime a Casa Milan.