Come è stato quantificato il -10 alla Juve: da Agnelli a Paratici, il peso sulla penalizzazione

Ecco come la Corte d’Appello della FIGC ha quantificato i punti di penalizzazione comminati al club bianconero per il caso plusvalenze.

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Da sinistra: Andrea Agnelli, Pavel Nedved, Maurizio Arrivabene e Federico Cherubini (Photo by MARCO BERTORELLO/AFP via Getty Images)

Se per i componenti del CdA nel caso Juventus secondo la Corte d’Appello FIGC non sono presenti documenti che dimostrino la colpevolezza nel caso plusvalenze, diversa è la questione per i quattro principali dirigenti coinvolti, ovverosia Andrea Agnelli, Fabio Paratici, Maurizio Arrivabene e Federico Cherubini. Ed è in base alla loro squalifica che la stessa Corte FIGC ha determinato la penalizzazione per la Juventus. È quanto emerge dalle motivazioni con cui è stato comminato il -10 ai bianconeri.

In particolare, per Nedved e gli altri dirigenti “nessun documento di indagine è idoneo a dimostrare il concorso dei Consiglieri senza delega alla gestione delle operazioni sportive che hanno determinato “plusvalenze da operazioni incrociate”, e quindi la violazione dell’obbligo di agire informato, sia nella forma attiva che in quella omissiva”, si legge nel documento.

La Corte FIGC utilizza invece “un criterio di imputazione delle relative responsabilità personali” che “si riflette sul quantum della sanzione da irrogare al sodalizio sportivo, nei seguenti termini:

  • Fabio Paratici, 30 mesi di inibizione: pesano 4 punti di penalizzazione;
  • Andrea Agnelli, 24 mesi di inibizione: pesano 3 punti di penalizzazione, atteso il ruolo rivestito di Presidente del CdA e legale rappresentante della società;
  • Maurizio Arrivabene, 24 mesi di inibizione: pesano 2 punti di penalizzazione;
  • Federico Cherubini 16 mesi di inibizione: pesa 1 punto di penalizzazione.