Malagò: «Riforma giustizia sportiva? Serve celerità nei provvedimenti»

Le parole del presidente del Coni: «Vogliamo modificare, tramite un regolamento, da presentare nella prossima Giunta, la dinamica della tempistica che deve tutelare i diritti del ricorrente, la celerità della giustizia e della terzietà. Su questo mi prodigherò»

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(Foto: Marco Rosi/Getty Images)

“La materia è di esclusiva pertinenza del mondo dello sport”. Così Giovanni Malagò, presidente del Coni, ha commentato la possibile riforma della giustizia sportiva di cui i ministri Abodi e Giorgetti hanno parlato recentemente dopo quando successo con il caso Juventus.

“Vogliamo modificare, tramite un regolamento, da presentare nella prossima Giunta, la dinamica della tempistica che deve tutelare i diritti del ricorrente, la celerità della giustizia e della terzietà. Su questo mi prodigherò”, ha aggiunto. Poi ha precisato: “Ricordo che una riforma c’è già stata recentemente, con una serie di integrazioni e miglioramenti. Ma in questo caso il riferimento di partenza è il cursus della giustizia sportiva a livello endofederale. Noi riteniamo comunque che solo il fatto che il Collegio di Garanzia più volte abbia rivisitato quelle che erano delle sentenze, sia la dimostrazione di una grande autonomia del sistema sportivo”.

Il presidente del Coni ha letto poi in consiglio nazionale la lettera che questa mattina il ministro per lo sport e per i giovani, Andrea Abodi, gli ha inviato affrontando diversi temi tra cui quello della riforma della giustizia sportiva. “A tal proposito abbiamo avuto costanti confronti in questi mesi riguardanti l’attualità e più in generale la necessità di fare uno sforzo comune per favorire una riforma che non potrà che essere promossa all’interno del vostro sistema sportivo – scrive Abodi a Malagò – Nel rispetto dell’autonomia relativa che da parte nostra non potrà che essere rispettata”. Poi ancora: “A questo propositivo, dopo attenti confronti, faremo ciò che è nelle nostre titolarità, per fare tesoro delle esperienze e costituire un processo di miglioramento della giustizia sportiva in termini di efficacia ed efficienza riferite anche al rapporto con la giustizia ordinaria a tutela degli interessi generali”.