Juve, tempi lunghi per la manovra stipendi: c'è l'ipotesi patteggiamento

Se per il filone sulle plusvalenze si è vicini a una conclusione, per la seconda parte ci vorrà tempo e si andrà quasi sicuramente a sconfinare nella stagione 2023/24.

Riduzione promozioni e retrocessioni
(Foto: TIZIANA FABI/AFP via Getty Images)

Quest’oggi la Juventus conoscerà la nuova decisione della Corte d’Appello della FIGC in merito alla penalizzazione in classifica riguardante l’inchiesta sulle plusvalenze. Ma i bianconeri, nelle prossime settimane, dovranno affrontare anche l’altro filone dell’indagine “Prisma”, quello legato alla cosiddetta manovra stipendi, che comprende anche i rapporti con gli agenti e le partnership “sospette” con altri club.

Come riporta l’edizione odierna del La Gazzetta dello Sport, alla società e ai suoi ex dirigenti coinvolti è arrivato il deferimento da parte della Procura FIGC, ma i bianconeri posso ancora chiedere di patteggiare, opzione che da sempre è a disposizione degli indagati nella giustizia sportiva. Una tale decisione porterebbe una diminuzione della pena di un terzo, visto che ormai è arrivato il deferimento. Infatti, se la Juve avesse deciso di patteggiare prima del deferimento si sarebbe guadagnata uno sconto della metà. Secondo indiscrezioni, il club aveva trovato un accordo con il Procuratore federale Chinè, ma è stata la Procura generale del Coni a opporsi.

Patteggiare ora potrebbe significare per la Juventus evitare un’altra penalizzazione in classifica, molto probabilmente da scontare nel campionato 2023/24. Difficile a dirsi, comunque, anche perché i bianconeri sono sotto indagine anche per presunti rapporti irregolari con alcuni agenti e per le partnership sospette con altri club e tutti questi temi vanno affrontati da zero, al contrario della recente inchiesta sulle plusvalenze.

Insomma servirà tempo prima di arrivare a una conclusione del secondo filone dell’inchiesta “Prisma”, mentre sull’altro fronte c’è stata un’accelerazione così da arrivare a una sentenza prima della fine di questo campionato. Calendario alla mano, per il caso stipendi si parla di un processo di primo grado il 15 giugno, quindi fuori tempo massimo per chiudere tutto in questa stagione agonistica, il cui termine è fissato per il  30 giugno. In appello si sconfinerà infatti nel mese di luglio e a quel punto l’eventuale penalizzazione sarebbe spostata alla prossima stagione.

Un ricasco che per la Juve non è il massimo. Ma che potrebbe avere un senso in virtù di un’altra variabile: le inchieste delle procure della Repubblica che riguardano le partnership sospette. Rispetto a questa parte del fascicolo, la procura federale ha per ora archiviato le posizioni di Bologna, Cagliari, Sampdoria, Sassuolo, Atalanta e Udinese. Un’archiviazione che però potrebbe essere messa in discussione da eventuali novità provenienti dalla giustizia ordinaria (com’è successo grazie alle carte di Torino). Insomma, così si supererebbe il rischio di una decisione spaccata in due: da una parte il giudizio sulla Juve per la stagione in corso, dall’altra quello sugli altri club (sono anche aperti dei fascicoli che riguardano Roma, Lazio e Napoli).