Caso Varriale, una testimone: «Chiese una prova falsa contro la donna aggredita»

Nuova udienza per il processo per lesioni e stalking che vede protagonista il noto giornalista sportivo, ex vicedirettore di RaiSport.

Varriale
Enrico Varriale (foto da video)

«Quello è pazzo. Bisogna fermarlo prima che ammazzi qualcuna». È questo il contenuto di uno dei due messaggi che si sono scambiate le presunte vittime di stalking e lesioni da parte del giornalista sportivo Enrico Varriale. Come riportato da Il Messaggero, le due donne sono parti offese nei processi che vedono il Varriale imputato per stalking e lesioni.

Ieri, davanti al giudice monocratico, la seconda donna che avrebbe subito violenze a pochi mesi dai fatti denunciati dalla prima, parte civile nel procedimento, ha testimoniato davanti al giudice. Smentendo, tra le altre cose, quanto sostenuto dall’imputato, ovverosia che con la ex aveva avuto una pesante lite che gli era costata un occhio nero: «Non aveva lividi, stava benissimo», le parole della testimone, che si incontrò con Varriale due giorni dopo i fatti denunciati dalla ex.

Tuttavia, gli avvocati Fabio Lattanzi ed Ester Molinaro contestano le dichiarazioni della testimone, tanto da aver depositato una perizia sui messaggi scambiati tra Varriale e la donna (in cui c’è anche una foto con un livido sul viso), valutando inoltre una denuncia per false dichiarazioni rese in aula. «L’udienza di oggi ha fatto – scrivono in una nota gli avvocati – emergere che Enrico Varriale è oggetto di false accuse. La testimone ha affermato che Varriale non ha subito alcun trauma all’occhio. La circostanza è documentalmente smentita da una foto che Varriale ha inviato alla testimone».

La testimone, invece, smentisce di avere mai ricevuto l’immagine. E racconta: «Io ho appreso la notizia delle accuse dell’ex compagna di Varriale solo dai giornali», aggiungendo che il giornalista arrivò in Puglia da lei due giorni dopo aver messo le mani al collo alla prima donna. «Stava benissimo, ha anche fatto il bagno a mare senza occhiali da sole. Per difendersi ha dichiarato che in realtà con la sua ex aveva avuto una colluttazione e che aveva un occhio nero. Ma è falso». E poi aggiunge: «Venni a sapere dai giornali che aveva picchiato una donna e mi allontanai da lui. In seguito mi chiese di contattare un mio amico medico per farsi scrivere un falso certificato sulla ferita all’occhio. Il mio amico si rifiutò».

Inoltre, durante l’udienza di ieri è emerso anche che la seconda vittima, dopo essere stata picchiata, nel dicembre 2021, aveva contattato la prima. «Ha aggredito anche me, come un pazzo», il messaggi del 9 dicembre del 2021. «Ha detto che se lo denuncio mi ammazza».