La Juventus può fare ancora ricorso? E’ stata fissata per lunedì 22 maggio 2023 la nuova udienza di fronte alla Corte d’Appello federale per la rivalutazione della sanzione nei confronti della Juventus per il caso plusvalenze. Il 20 aprile il Collegio di Garanzia del Coni aveva rinviato alla Corte il procedimento, per la ridefinizione del -15 inizialmente inflitto ai bianconeri.
Nei giorni scorsi il Collegio di Garanzia del Coni ha pubblicato le motivazioni con le quali ha spiegato la decisione di rinviare nuovamente la decisione dopo la prima sentenza (con temporanea rimozione dei 15 punti di penalità). L’impianto accusatorio resta solido, il Collegio ha confermato che il processo si poteva riaprire, ha sottolineato la presenza di “fatti nuovi” – un punto contestato dalla Juventus – e ha ribadito la violazione dell’articolo 4 del Codice di Giustizia Sportiva (lealtà sportiva).
Sulla base delle motivazioni, è lecito ora attendersi una nuova penalità per i bianconeri, rivista tenendo conto della «generica, ma indimostrata, consapevolezza diffusa» dei dirigenti minori, gli amministratori senza deleghe. A questo punto per la pena (che dovrà essere afflittiva) è possibile che si torni al -9 chiesto dal procuratore federale Giuseppe Chinè in occasione della prima sentenza della Corte d’Appello.
Possibile un nuovo ricorso al Collegio di Garanzia
Così i bianconeri sarebbero fuori dai quattro posti validi per la qualificazione alla prossima Champions League, riuscendo la Corte a stabilire una nuova sanzione prima della fine del campionato. Ma a quel punto cosa potrebbe fare la Juventus? In caso di nuova penalizzazione, sarà possibile un nuovo ricorso al Collegio di Garanzia del Coni?
All’atto pratico un nuovo ricorso è legittimo e la Juventus potrebbe nuovamente rivolgersi al Collegio di Garanzia. Tuttavia, c’è un altro particolare che si legge nelle pieghe delle 75 pagine diffuse lunedì sera: il Collegio dice a più riprese che non è suo compito individuare le sanzioni e che «non si può debordare nella ricostruzione dei fatti» perché quella spetta alla giustizia federale. Questo sembrerebbe restringere lo spazio di un eventuale nuovo ricorso.
Il secondo filone di indagini: manovre stipendi e non solo
Solo successivamente la Juventus si preoccuperà del secondo filone di indagini, quello sulle manovre stipendi, sui rapporti con gli agenti e sulle partnership sospette con altri club: Atalanta, Bologna, Caglliari, Sampdoria, Sassuolo e Udinese. Chinè ha tempo fino al prossimo 27 maggio per i deferimenti.
Il giudizio avverrebbe a questo punto a campionato concluso e ci potrebbe essere una nuova penalizzazione, da scontare però nella stagione 2023/24. Ma non è detto ci sia un processo, perché i legali bianconeri lavorano all’ipotesi del patteggiamento, che se dovesse concretizzarsi nelle prossime due settimane porterebbe a una pena dimezzata, quantificabile in altri punti o in una maxi multa.