Napoli, il prefetto: «Morto non c’entra con festeggiamenti»

«Duecento feriti? Assolutamente no, non siamo su quella cifra», ha aggiunto il prefetto di Napoli Claudio Palomba sui festeggiamenti per lo scudetto dei partenopei. 

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(Photo by CARLO HERMANN/AFP via Getty Images)

L’episodio del 26enne morto nella notte dopo essere stato ferito da colpi d’arma da fuoco è ”assolutamente slegato, non connesso ai festeggiamenti” per lo scudetto del Napoli. Lo ha detto il prefetto di Napoli Claudio Palomba ai microfoni di SkyTg24.

“Duecento feriti? Assolutamente no, non siamo su quella cifra. Solo in alcuni casi i feriti sono dovuti all’utilizzo di fuochi d’artificio ma per il resto non ci sono stati grandi episodi”, ha aggiunto. Quello che mi preme sottolineare”, aggiunge il prefetto, “è il senso di responsabilità dei napoletani: ieri c’era un divieto di circolazione ed è stato largamente osservato; c’erano dei varchi con uomini delle forze dell’ordine a presidiarli. La macchina dell’organizzazione ha funzionato”.

Il giovane deceduto, ha aggiunto il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi a Radio Anch’io, “è legato a una dinamica che non c’entra niente con la festa è una persona che ha precedenti penali importanti, molto probabilmente si è trattato di un regolamento di conti che ha trovato l’opportunità della festa. Non mandiamo un messaggio sbagliato”. Le indagini delle forze dell’ordine sono ancora in corso.