Fiorentina, Commisso: «Pronto a fare uno stadio alle mie condizioni»

Il patron dei viola ha parlato del tema stadio in una lunga conferenza stampa, tornando anche sulla questione restyling dell’Artemio Franchi.

Commisso nuovo stadio Fiorentina
Rocco Commisso (Foto: Gabriele Maltinti/Getty Images)

Una lunga conferenza stampa con al centro il tema del restyling dell’Artemio Franchi. E’ quella di cui è stato protagonista il patron e presidente della Fiorentina Rocco Commisso, che è tornato così a parlare dei problemi attorno all’impianto che ospita le gare dei toscani e dei ritardi nella costruzione del centro sportivo Viola Park.

«Non so se mi prendono in giro ma nella mia vita questo è il più grande fallimento. Forse è colpa mia, che ho creduto di poter fare certe cose», ha detto parlando del sogno di poter costruire uno stadio moderno, funzionale, al passo coi tempi. E poi la realtà, tutt’altro che semplice. «Dicono che il Franchi sia un monumento. Ci sono passato di fronte. Non credo lo sia, mamma mia… Non è all’altezza di Firenze. Io non metterò soldi nello stadio, neanche un penny: non è mio, è del Comune, dicono sia un monumento e allora se lo faranno loro il restyling».

Il tema stadio domina. Viene diffuso un documento che racchiude i passi sostenuti dalla Fiorentina per la realizzazione di un nuovo stadio. Dall’idea dell’architetto Casamonti di buttare giù le curve ma tenere alcuni simboli di Nervi (come la torre di Maratona e le scale elicoidali) poi bocciata, alla zona Mercafir, passando per il sito individuato a Campi Bisenzio prima che il sindaco Nardella dichiarasse di voler fare di tutto per impedire che la Fiorentina traslocasse da Firenze.

Infine, la questione del restyling, il finanziamento tramite il Pnrr, il no della Commissione Europea ai 55 milioni di euro per la riqualificazione di Campo di Marte. «La politica e la burocrazia sono la rovina dell’Italia. Non è una questione chiusa, sono sempre a disposizione per realizzare uno stadio alle mie condizioni e all’altezza di Firenze».

«Sono favorevole al restyling di Arup con soldi pubblici. Il problema dei 55 milioni non è insormontabile. Credo che Nardella voglia lasciare Firenze con una buona nomea perché ha investito molti anni in questo progetto», ha aggiunto Commisso, che poi ha risposto a Renzi (che in settimana proponeva di avvallare l’idea del patron dei viola). «Perché non è uscito con la sua proposta quattro anni fa? Questa è la politica italiana…» .

In chiusura, Commisso ha ribadito ancora una volta come la Fiorentina non sia in vendita. «Abbiamo speso 143 milioni per allestire la squadra e già dimostrato quanto siamo disponibili ad investire nella Fiorentina». Poi l’elogio al ds Daniele Pradè e l’annuncio che dopo il ritiro al Viola Park la Fiorentina non andrà in tournée negli Stati Uniti ma probabilmente in Europa.