Nella giornata di ieri il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha dato voce al clima di incertezza che in casa Rai si respira da ormai diverse settimane ed è stato manifestato a corrente alternata dai sindacati, lavoratori, membri del CdA e gli imprenditori dell’audiovisivo. «L’amministratore delegato – ha dichiarato il ministro Urso – ha pieni poteri e mi aspetto che proceda sul piano industriale, una delibera che ci consente di proseguire con il contratto di servizio (in scadenza a settembre, ndr)».
Come riporta l’edizione odierna de La Stampa, il ministro Urso ha voluto dare a tutti gli effetti un ultimatum all’AD Carlo Fuortes, al centro delle polemiche per aver opposto una resistenza che ha portato la Rai in una situazione di stallo totale mai vissuta prima. Momento subito colto dai componenti della Lega in Commissione di Vigilanza: «Il cambio della governance non può più aspettare per una Rai che torni a essere competitiva».
Ora la maggioranza, con il ministro Urso che vuole risolvere la questione del contratto entro giugno, si aspetta una accelerata dall’AD Fuortes che deve portare in CdA un piano industriale dettagliato che poi i consiglieri dovranno votare. Intanto il 26 maggio, giorno scelto per uno sciopero generale, si avvicina e le adesioni, nei vari strati dell’azienda, continuano ad aumentare per un’adunanza che potrebbe battere ogni record. Pochi giorni dopo Fuortes è atteso in Commissione Vigilanza dopo il vertice Agcom previsto per fine maggio.
Intanto Stephane Lissner, attuale soprintendente del San Carlo di Napoli, non ha nessuna intenzione di lasciare il posto a Carlo Fuortes, e si rivolge direttamente al ministro della Cultura Sangiuliano in merito alla norma sulla pensionabilità dei sovrintendenti lirici a 70 anni che lo coinvolgerebbe: «La manovra è illegittima. Non consentirò che al mio posto arrivi il presidente Rai: ho dato mandato ai miei legali di tutelarmi. Non mi farò pensionare dal governo Meloni».
Quindi si valuta anche la Scala di Milano per trovare un posto a Fuortes, con il sindaco Giuseppe Sala che non ha escluso questa eventualità: «Tutte le ipotesi sono aperte, sto lavorando a una soluzione e unitaria in CdA». Ma in Rai non sono giorni facili, a cui si aggiunge anche la proposta del ministro dell’Economia Giorgetti di togliere il canone dalla bolletta elettrica. Il ministro Urso ha commentato così questa eventualità: «Si deve intervenire sulle risorse e anche per questo è urgente il piano industriale», dichiarandosi preoccupato per l’indebitamento crescente certificato dal bilancio ratificato ieri in assemblea.