«Gli taglio la testa a San Siro»: narco puntava ai capi ultrà di Inter e Milan

Nazzareno Calaiò mette insieme gli interessi attorno allo stadio di San Siro, fuori e dentro le curve dei nerazzurri e dei rossoneri.

Sala vincolo San Siro
(Foto: Claudio Villa/Getty Images)

Per gli amici è il “Nazza”. Capo criminale della Barona, quartiere di Milano. Il nome è Nazzareno Calaiò, classe 1969. Uno che, oltre alla droga, – secondo quanto ricostruito da Il Fatto Quotidiano – mette insieme gli interessi attorno allo stadio di San Siro, fuori e dentro le curve di Inter e Milan. Tanto da essere entrato in contrasto con Vittorio Boiocchi, capo della curva Nord ucciso il 29 ottobre 2022.

Nazza gioca però anche sulla sponda rossonera, fino al punto – scrive il quotidiano – di progettare l’omicidio di Daniele Cataldo, uomo di fiducia del capo curva Luca Lucci, già condannato in Appello per traffico di droga. Il tutto è messo nero su bianco dalla Procura di Milano che ieri ha chiuso il cerchio su sette piazze di spaccio con 90 indagati, tra cui figlio e nipote di Nazza. Il quale invece è stato fermato, per associazione finalizzata al traffico di droga.

È il 31 marzo 2022 quando Calaiò, scrive il Ros, «si scagliava (a parole, ndr) contro i maggiorenti della curva dell’Inter tra cui Andrea Beretta (…) e il capo Vittorio Boiocchi». Rispetto a Boiocchi: «Adesso studio il modo che gli taglio la testa senza pagarla (…) a questo infame (…), lo sequestriamo, lo anestetizziamo, lo portiamo nell’orto e lo sotterriamo». Aggiunge: «Lo prendo senza telefono? È meglio di quello che ho fatto con il casco».

Una delle ultime azioni, prima di Boiocchi, fatte con il casco è il tentato omicidio di Enzo Anghinelli, pregiudicato colpito alla testa il 12 aprile 2019 mentre si trovava in macchina in via Cadore. A oggi, quattro anni dopo, il caso resta ancora aperto, e tra gli indagati non risulta Calaiò. Che Anghinelli e Nazza avessero avuto in passato contatti lo scrive il Ros.
Tornando al 31 marzo, Calaiò punta anche l’attuale capo della Nord Andrea Beretta: «Vado a San Siro e gli (Boiocchi, ndr) taglio la testa (…), paga pure Beretta (…) anzi rimane vivo e gli dico: portami due milioni domani (…) se no (…) fai la stessa fine tu (…) perché sei un infame tu e tutti quelli della curva (…). Siete una massa di (…) voi dell’Inter (…) siete vivi per miracolo». Gli risponde “Franco il bello”: «Se lo vuoi io ce l’ho uno che fa ‘ste robe, un professionista».

A maggio, Calaiò poi punta la curva del Milan «nell’ambito della contesa tra Luca Lucci e Giancarlo Lombardi». Nazza: «Ti dico la verità (…) vado a sparare prima a Giancarlo e poi a Cataldo». Il figlio: «Datemi l’indirizzo lo faccio, mi metto il casco integrale e me lo faccio a Cataldo (…). Gli sparo in faccia».