Stadi, UE verso il no al PNRR: il governo pensa a fondi nazionali

Sale il pessimismo da parte del governo italiano sulla risposta della Commissione Europea per quanto riguarda l’utilizzo dei fondi del Pnrr nella riqualificazione dello stadio Artemio Franchi di Firenze e…

Franchi ricorso Tar

Sale il pessimismo da parte del governo italiano sulla risposta della Commissione Europea per quanto riguarda l’utilizzo dei fondi del Pnrr nella riqualificazione dello stadio Artemio Franchi di Firenze e la realizzazione del Bosco dello sport a Venezia, con stadio, arena e grande area verde. Come riportato dal Corriere della Sera, infatti, nonostante la linea del governo sia che si tratti di interventi pienamente compatibili con gli obiettivi del Pnrr e che la stessa UE avesse già dato il via libera ad entrambi

«I due progetti — conferma il sindaco di Firenze Nardella — non solo sono nei tempi ma addirittura la gare sono già pubbliche, in via di aggiudicazione». E ancora: «Noi chiederemo di rispettare le norme. Abbiamo replicato in modo efficace, poi dipende anche dal contributo del governo». Tuttavia, il governo sta già valutando cosa fare nel caso in cui lo stop diventasse realtà. Per quanto riguarda la sostituzione nel Pnrr, alla voce rigenerazione urbana i progetti in lista di attesa sono anche troppi, quindi non sarà troppo complicato.

Più complesso, invece, trovare risorse nazionali per sostituire quelle europee: si parla di 55 milioni su un totale di 200 per Firenze e 93,5 su 300 per Venezia. Cifra non trascurabile, anche se potrebbe essere possibile trovarla nelle infinite pieghe del bilancio italiano. Ma il tema poi diventerebbe diverso: sotto il cappello del Pnrr i progetti hanno goduto di una sorta di protezione, ma se il governo dovesse tirare fuori risorse “nazionali”, altri Comuni potrebbero alzare la voce. Anche perché si parla di un tema centrale in tante città italiane: d’altronde, gli stadi italiani hanno un’età media di 68 anni, ovverosia il doppio di Germania e Inghilterra. E la questione delle risorse nazionali per Firenze e Venezia diventerebbe un rebus, con altri sindaci pronti ad invocare qualche compensazione per loro strutture.