Uva presenta il nuovo libro: «Così le idee possono portare nuove risorse»

“Il tentativo del libro è quello di puntare sulle idee che possono produrre nuove risorse, è importante che poi le risorse siano investite per la crescita del sistema. Le belle…

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“Il tentativo del libro è quello di puntare sulle idee che possono produrre nuove risorse, è importante che poi le risorse siano investite per la crescita del sistema. Le belle idee possono portare un valore aggiunto”. Così Michele Uva, direttore “Football & Social Responsibility” della UEFA, ha voluto riassumere il punto centrale del suo nuovo libro, Soldi vs Idee – Come cambia il calcio fuori dal campo” (Mondadori Electa, pp. 224, 21 euro), scritto a quattro mani con la giornalista Maria Luisa Colledani.

Il sesto libro del dirigente ex vicepresidente della UEFA nonché ex direttore generale tra gli altri del Parma, della Lazio e della FIGC, è stato presentato nella serata di ieri a Milano, alla presenza oltre degli autori anche di Alessandro Costacurta, del club manager dell’Inter Riccardo Ferri e dell’allenatrice dell’Inter femminile Rita Guarino, con il giornalista Alberto Brandi a moderare la discussione.

Un libro in cui gli autori, partendo dalla famose frase di Arrigo Sacchi “Nel calcio non si vince con i soldi, ma con le idee”, analizzano quelli che oggi sono i temi principali del mondo del pallone fuori dal terreno di gioco, dalle questioni finanziarie fino al calcio femminile passando per stadi, programmazione sportiva e anche calcio femminile. Con al centro la parola chiave “sostenibilità”, non solo economica ma anche sportiva, ambientale e sociale.

“Non entro nel merito del calcio italiano, il libro racconta come ci sono tantissime idee che possono essere applicate al mondo del calcio per farlo crescere in termini di condivisione, di coinvolgimento, di sostenibilità sportiva e sociale. L’evoluzione del calcio diventa una parte fondamentale della crescita – ha aggiunto Uva presentando il libro -. Il modello perfetto non esiste, ci sono vari tipi di gestione. Dai mecenati che hanno messo soldi e idee oggi ci sono fondi di investimento che hanno lati positivi e negativi. Ma ora è necessaria la sostenibilità”.

Tema centrale non può che essere quello degli stadi. “Circa 30 anni fa il 60% del fatturato dei club era incasso da botteghino, oggi la percentuale è arrivata al 10%. La potenzialità di crescita degli incassi da stadio c’è, ma c’è bisogno di stadi moderni, accoglienti per famiglie, diversamente abili e chiunque. L’apertura a questo sistema sicuramente porterà anche vantaggi economici”, ha proseguito il dirigente.

“Non esiste il modello stadio che va bene ovunque. Lo stadio deve dialogare con la comunità e la proprietà, è il cuore pulsante di qualsiasi società. È indispensabile per la sostenibilità futura, sono idee che diventano soldi ma bisogna fare le cose in maniera concreta. Deve essere sostenibile in termini di finanza, incidere sul bilancio affinché la societá lo consideri un investimento annuale. E sono contrario a opere oltre certe cifre, diventano insostenibili”, ha concluso Uva.