Reichart: «Superlega? Agnelli spero dia il suo contributo»

È tornato a illustrare il progetto della Superlega, ancora in piedi nonostante tutto. Bernd Reichart, amministratore delegato di A22 Sports, la società sostenuta da Juventus, Barcellona e Real Madrid, ha…

Reichart monopolio UEFA
Bernd Reichart, CEO di A22

È tornato a illustrare il progetto della Superlega, ancora in piedi nonostante tutto. Bernd Reichart, amministratore delegato di A22 Sports, la società sostenuta da Juventus, Barcellona e Real Madrid, ha rilasciato un’intervista a La Stampa sul tema. «L’ultima riforma portata avanti dall’UEFA a livello di competizioni è stata fatta 30 anni fa. Se l’ultima riforma è così datata nel tempo, significa che qualcosa non va e bisogna ricominciare a cambiare», ha esordito.

A proposito del discusso torneo, il CEO di A22 racconta: «In questo momento il nostro interesse principale è quello di mettere sul tavolo l’esigenza di un’azione per migliorare il calcio. Sappiamo che i presidenti di UEFA ed ECA non ci appoggiano. Ma noi stiamo dialogando molto con le Leghe più piccole e alcuni club delle Leghe principali. Oltre alle società delle grandi città che non fanno parte dei campionati più ricchi: sono squadre di grande tradizione che hanno bisogno di fare affidamento su un percorso più prevedibile nelle coppe europee per crescere. Altrimenti il gap diventerà sempre più ampio. Molti campionati nazionali stanno perdendo interesse».

Poi, sul possibile format della competizione: «É troppo presto per scendere nei dettagli. Prima dobbiamo avere una base legale solida. Per questo occorre aspettare la sentenza della Corte di giustizia europea in primavera. A quel punto sarà anche più facile prendere accordi con i club. Quello che possiamo dire adesso è che vogliamo offrire un percorso minimo di almeno 14 partite europee ogni stagione. Così le società avranno una prospettiva sicura a livello di ricavi e visibilità internazionale. Con la possibilità di qualificarsi sia passando dal campionato che dalla prestazione europea della stagione precedente».

Se si arrivasse realmente a raccogliere 60-80 squadre: «Ci saranno divisioni di categoria nell’ambito dei queste 60-80 squadre: le sfide tra grandi squadre con fuoriclasse in campo aumenteranno di sicuro. È quello che chiede il pubblico. Dagli studi in nostro possesso risulta che questa è la richiesta dei tifosi. In Italia la percentuale è molto elevata. Ma allo stesso tempo vogliamo dare più occasioni di sviluppo ai club più piccoli».

Per Reichart la nuova Champions non è la soluzione: «Accresce un problema attuale, cioè il fatto che le sfide attraenti inizino con l’eliminazione diretta. Con la nuova formula aumenteranno ulteriormente le partite senza il passaggio del turno in palio, che non sono rilevanti per il successo della competizione. Inoltre, format a parte, tanti club medi vogliono un’effettiva applicazione del Fair Play Finanziario. Il calcio non sarà equilibrato e sostenibile fino a quando ci saranno proprietà con possibilità illimitata di immettere capitali. Questo fenomeno deve essere arginato».

In chiusura, sulle difficoltà che la Juventus sta attraversando a livello societario in questo momento: «Non cambia il livello di impegno del club bianconero. E spero che Andrea Agnelli continui a dare il suo contributo al nostro progetto: apprezzo la sua convinzione che il calcio possa avere una funzione utile anche ad avvicinare i cittadini europei».