Inter, è Assago il piano B per il nuovo stadio

L’Inter ha scelto l’area per la costruzione della sua nuova casa. Dopo il mistero di questi ultimi giorni, secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, è stato svelato il…

Inter ostacoli nuovo stadio Assago
(Photo by ALBERTO PIZZOLI/AFP via Getty Images)

L’Inter ha scelto l’area per la costruzione della sua nuova casa. Dopo il mistero di questi ultimi giorni, secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, è stato svelato il nome della zona alternativa a quella di San Siro: Assago, Comune alle porte di Milano che ospita già il Mediolanum Forum, casa dell’Olimpia Milano (società di basket della città).

Assago si trova nella zona sud-ovest dell’area metropolitana, dove scorre placido il Naviglio Pavese e arrivano le auto dall’A7 e dalla Tangenziale Ovest: lì potrebbe davvero nascere la casa dell’Inter del futuro. Uno stadio tutto nerazzurro costruito in autonomia dal club di Suning: è stato a lungo il piano B, in penombra rispetto al sogno di costruire un nuovo impianto a San Siro, demolendo l’attuale Meazza.

Per questo impianto alternativo sarebbero stati già firmati i documenti preliminari con i proprietari di una ampia area privata non lontana dal Forum: adesso si potranno definire i dettagli, proprio perché il progetto della “Cattedrale” sta perdendo forza. L’idea di una struttura comune sarebbe ancora quella preferita dall’Inter, ma il piano ha subito un’ulteriore mazzata dopo l’ennesimo vertice tra i club e il sindaco Sala.

Qui il Milan ha chiarito che il suo focus è adesso sulle possibilità di costruire uno stadio esclusivamente rossonero dentro all’area de La Maura, non lontana da San Siro. Serviranno al Milan circa tre settimane per decidere se quello sarà l’orientamento definitivo o se ci saranno passi indietro che coinvolgerebbero pure i cugini.

Ed ecco, di conseguenza, il piano Assago per l’Inter. Un progetto che avrebbe comunque origine antica: era stato pensato proprio per cautelarsi nel caso in cui si fosse arenato il progetto comune del Nuovo San Siro. La nuova strada sembra dunque tracciata, e può lasciare alle spalle anni di rendering, consultazioni, incontri, modifiche ai progetti e un Dibattito Pubblico che – se così stessero le cose – non sarà servito praticamente a nulla.