Niente estradizione: l’Italia chiede al Brasile di eseguire la condanna per Robinho

Dopo l’estradizione negata, ora l’Italia chiede al Brasile che venga eseguita nel Paese la pena di 9 anni di reclusione per Robinho, ex attaccante tra le altre del Milan e…

Dopo l’estradizione negata, ora l’Italia chiede al Brasile che venga eseguita nel Paese la pena di 9 anni di reclusione per Robinho, ex attaccante tra le altre del Milan e del Real Madrid, dopo la condanna per stupro.

Nelle scorse settimane infatti era stata negata l’estradizione nei confronti di Robinho, condannato in Italia per abusi sessuali nei confronti di una giovane albanese il 22 gennaio 2012 a Milano. La Suprema Corte italiana nei mesi scorsi ha reso definitivi i 9 anni decisi dal Tribunale milanese, a seguito dell’inchiesta del pm Stefano Ammendola, e confermati dalla Corte d’appello. Per l’ex attaccante e per l’amico Ricardo Falco nel corso delle indagini non erano state emesse misure cautelari, mentre altri uomini, che avrebbero preso parte alle violenze, non erano stati trovati.

Secondo le indagini, l’ex stella brasiliana avrebbe fatto bere la ragazza fino al punto da renderla incosciente e il gruppo l’avrebbe violentata a turno, senza che lei potesse opporsi, in un guardaroba di un locale notturno della movida milanese, dove la giovane si era recata per festeggiare il compleanno. Il sostituto pg di Milano Cuno Tarfusser nel processo d’appello aveva chiesto la conferma delle condanne. Nelle motivazioni della sentenza la Corte ha scritto che l’ex punta e i suoi “complici” (quattro gli irreperibili) hanno manifestato “particolare disprezzo” nei confronti “della vittima che è stata brutalmente umiliata”.

Per questa vicenda, il Santos, squadra carioca per la quale il calciatore era tornato a giocare, aveva deciso di sospendere il contratto a Robinho, dopo che erano state pubblicate sui media brasiliani intercettazioni del processo.

Ora il ministro della Giustizia Nordio e il Governo hanno inviato una richiesta formale al Brasile, chiedendo quindi che venga eseguita la sentenza. Come riportato da Uol in Brasile, nella richiesta Nordio chiede “che il caso sia sottoposto alla competente autorità giudiziaria brasiliana affinché autorizzi , ai sensi della legge brasiliana, l’esecuzione della pena di nove anni di reclusione inflitta a Robson de Souza dalla sentenza del Tribunale di Milano del 23 novembre 2017, passata in giudicato il 19 gennaio 2013”.