Il Barcellona si prepara alla seconda parte della stagione da capolista della Liga e con una spareggio per accedere agli ottavi di finale di Europa League contro il Manchester United.
Di tutto questo, e anche della situazione finanziaria del club e delle prospettive future, ha parlato il presidente Joan Laporta, che ha tenuto una conferenza stampa nella pancia del Camp Nou. Senza dimenticare il tema Superlega, tornata alla ribalta con la definizione di un nuovo modello.
Proprio in merito alla Superlega, Joan Laporta si è espresso così: «La Superlega sta andando avanti e sta cercando di evolvendosi in meglio. Sarà un modello aperto, qualcosa di straordinario: attraente, sostenibile e rispettoso della salute dei giocatori. Vogliamo che il dialogo con la UEFA non venga interrotto e che sia possibile armonizzarlo con i campionati nazionali, proprio come fa la Champions League con il resto dei campionati. Tutto indica che i promotori della Super League avranno il diritto di organizzare le competizioni. Ci vediamo in una situazione in cui non possiamo competere con i club di proprietà di alcuni stati o con una Premier che sta stanziando 7.000 milioni».
Sulla stagione sportiva del Barcellona: «Siamo orgogliosi delle scelte coraggiose che abbiamo preso e che hanno portato il club sulla strada giusta. A livello sportivo, vorrei evidenziare la vittoria della Supercoppa spagnola con una prestazione superlativa in finale. Lotteremo fino alla fine per vincere tutte le competizioni, ma l’obiettivo primario rimane il campionato. Sappiamo di avere una squadra in fase di crescita» Ha spiegato il numero uno dei blaugrana, che ha aperto la conferenza stampa dedicando un minuto di silenzio alla scomparsa del padre di Marcos Alonso, che come il figlio ha vestito la maglia del Barcellona dal 1982 al 1987.
Esaurito il tema campo, con una sottolineatura di merito per l’allenatore Xavi «che ha la possibilità di pareggiare se non migliorare l’era di Guardiola», ecco che Laporta ha parlato della situazione finanziaria del club, che rimane comunque delicata.
«La Lega – ha ribadito Laporta -, continua a cambiare i regolamenti ogni volta che superiamo un ostacolo posto dal Fair Play Finanziario. Nonostante ciò continueremo a lavorare per migliorare i nostri rapporti con la Lega, anche se a volte riuscirci è abbastanza complicato».
«La Lega fissa limiti salariali in relazione ai suoi conti. Lo avevamo superato di 300-350 milioni di euro – continua Laporta -. Nello stesso momento in cui abbiamo ridotto la massa salariale, dovevamo fare una squadra competitiva, attraverso alcune leve economiche, salvando il club dalla rovina. Siamo riusciti a ridurre il peso degli stipendi di 100 milioni e speriamo di arrivare a 170 in estate con uno sforzo titanico. Abbiamo comprato per 215 milioni di euro e venduto per 141 milioni, quindi abbiamo costruito una squadra molto competitiva per un costo di 74 milioni di euro. Con questi risultati economici, non sarà necessario cedere i migliori giocatori in estate, ma possiamo adottare altre soluzioni. Poi se valuteremo di farlo, lo faremo, ma non saremo costretti dalle regole imposte per iscrivere la squadra al campionato».
Laporta non si è tirato indietro per quanto riguarda le dichiarazioni di Matias Messi, fratello di Leo, che nei giorni scorsi, attraverso i propri social, aveva affermato che un ritorno della Pulce argentina a Barcellona era possibile solamente se Laporta non fosse stato più il presidente del club.
«La storia con Leo Messi è un patrimonio del Barça e siamo molto orgogliosi di aver avuto un giocatore del suo livello, è il migliore della storia. Per il resto non intendo parlare di un giocatore che non è tesserato con noi. Messi è un giocatore del PSG adesso. Le dichiarazioni del fratello, invece, non hanno per me nessuna importanza, inoltre si è già scusato per quello che ha detto e ho apprezzato. Comprendo benissimo la delusione per come tutto sia finito, quindi capisco lo sfogo». Ha concluso Laporta.