Il Brera debutta al Nasdaq: raccolta verso gli 8 mln di dollari

Oggi è un grande giorno per il Brera, la “terza squadra di Milano”. Come riporta MF-Milano e Finanza, la società neroverde farà il suo debutto al Nasdaq con una raccolta…

Brera Holdings progetto
Chris Gardner (Facebook Brera)

Oggi è un grande giorno per il Brera, la “terza squadra di Milano”. Come riporta MF-Milano e Finanza, la società neroverde farà il suo debutto al Nasdaq con una raccolta di risorse che dovrebbe superare gli 8 milioni di dollari. I proventi della quotazione andranno poi a finanziare soprattutto la campagna acquisti, ma non di giocatori utili per la Seconda Categoria (dove il Brera milita in Italia9, ma bensì per altri club.

Infatti, il progetto prevede che queste altre società vadano a confluire nel gruppo di diritto irlandese Brera Holding, partecipato dal fondatore e responsabile delle strategie Alessandro Aleotti, dal proprietario di SWG, Adrio De Carolis, dal giornalista Christian Rocca, dal calciatore macedone Goran Pandev e da Christopher Gardner, il miliardario protagonista della storia raccontata dal film di Gabriele Muccino, “La Ricerca della Felicità”.

La struttura dell’IPO prevede due classi di azioni che assegneranno ai fondatori oltre il 90% dei diritti di voto. Nei primi sei mesi del 2022 Brera Holdings ha registrato 131 mila euro di ricavi e 95 mila euro di perdite. Stando al prospetto di IPO depositato, la holding di Dublino ha già intavolato trattative per comprare un club di “Serie A” in Macedonia del Nord e uno di “Serie B” in Mozambico. Il gruppo avrebbe inoltre avviato discussioni per ottenere la gestione per cinque anni di una società di terza divisione in Argentina, Paese che pone restrizioni alle proprietà straniere nel calcio.

Qualora il negoziato dovesse andare in porto, la società macedone e quella africana dovrebbero anteporre al loro nome la dicitura “Brera”, al fine di rendere globale la fama del quartiere di Milano, della terza squadra della città e del marchio associato. La squadra argentina dovrebbe invece mantenere il proprio nome, trattandosi di club già noto e con uno stadio dalla capienza di 35mila posti.

Nel documento di quotazione, Brera Holdings cita fra gli obiettivi l’accesso alle competizioni UEFA, per accedere a ulteriori e importanti risorse economiche. L’impegno, però, sarà soprattutto dal punto di vista sociale, fornirà consulenza agli altri club controllati, punterà a espandere il bacino di tifosi e simpatizzanti in tutto il mondo. Il gruppo non prevede perciò che il Brera FC diventi «l’attività calcistica primaria», così da restare un club dilettantistico come lo è ora.

Brera Holdings intende invece puntare sui club di campionati minori. Il costo per portare queste società ad alto livello nei tornei nazionali è basso e, una volta raggiunto, consente di accedere alle qualificazioni ai tornei europei. La sola partecipazione alle eliminatorie UEFA garantisce premi che vanno da 150 mila euro a 5 milioni, mentre un eventuale accesso alla fase finale farebbe schizzare i rendimenti del conglomerato calcistico milanese.

Nell’ultima stagione, per esempio, l’accesso ai gironi delle coppe europee è valso 15,64 milioni per la Champions, 3,6 milioni per l’Europa League e 2,9 milioni per la Conference League. I club sparsi in Africa, Argentina e altri Paesi extraeuropei potrebbero invece fornire talenti ad altre squadre del gruppo o essere ceduti ad altre società, generando plusvalenze.