quanto guadagna maresca
(Photo by Paolo Rattini/Getty Images)

Fabio Maresca entrerà nella storia del calcio italiano come primo arbitro ad aver usufruito dell’aiuto del VAR in una gara ufficiale di Serie A. La partita era Juventus-Cagliari che il fischietto internazionale ha voluto ricordare durante la trasmissione “Radio Anch’io Sport” su RAI Radio 1.

«Ripensando a quel Juve-Cagliari sembra di parlare di un altro calcio, di un’era fa – ha esordito l’arbitro Maresca -. Ora il VAR è diventato qualcosa di imprescindibile. Sorrido quando se ne mette in discussione l’utilizzo, per noi è irrinunciabile, garantisce la verità del campo. Uno strumento che consente a un arbitro di correggere un errore che potrebbe incidere sul risultato è una manna dal cielo, non può mai essere considerato un elemento di disturbo per il direttore di gara».

Fabio Maresca, fresco di arbitraggio durante la Supercoppa Italiana a Riyadh fra Milan e Inter, ha voluto ribadire la totale collaborazione fra arbitro principale e la sala VAR: «Non c’è nessun problema nella relazione arbitro-Var, anzi è un lavoro continuo di analisi e collaborazione che permette alla squadra arbitrale di ottenere il risultato migliore possibile. Sono stati fatti tanti passi avanti e dal prossimo weekend, col fuorigioco semi automatico in Serie A, avremo un ulteriore mezzo per velocizzare il gioco e per rendere ancora più chiare le nostre decisioni».

Sull’evoluzione del gioco negli ultimi anni: «Il calcio va verso una direzione chiara: l’obiettivo comune è avere più gioco effettivo, vedere meno interruzioni, ridurre al minimo le pause e quindi fischiare meno falli, spezzettare meno il gioco. Chiaramente questo non può non tener conto dell’altro obiettivo, quello di proteggere i calciatori. In ogni partita ci sono più partite: può esserci un momento della gara in cui è possibile lasciar scorrere il gioco e fischiare poco, poi ci sono dei momenti in cui il tono agonistico sale e bisogna interrompere più frequentemente il gioco. Vogliamo fischiare il meno possibile, dipende anche dall’atteggiamento dei calciatori e dalla cultura del campionato».

Sul ruolo del guardalinee dopo l’introduzione del fuorigioco semi automatico, che avverrà alla prima giornata del girone di ritorno: «In questo senso la finale di Riyadh è stato un grande spot per lo strumento ma anche per gli assistenti. Sul gol di Di Marco il guardalinee Stefano Alassio ha preso la decisione corretta, ed era difficile, era una questione di millimetri. Poi la macchina ha solo confermato la decisione sul campo. In più gli assistenti non sono solo deputati alla segnalazione del fuorigioco, ma sono a tutti gli effetti degli arbitri aggiunti, auguro a loro che saranno sempre fondamentali come adesso».

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