Il designatore arbitrale Gianluca Rocchi è intervenuto durante la presentazione del fuorigioco semiautomatico (SAOT) in corso di svolgimento a Lissone (MB), presso l’International Broadcasting Center della Lega Serie A.
«Non è solo questione di tempo, al centro ci sono l’accuratezza della decisione e poi il tempo di ripresa. All’inizio potrebbe esserci qualche ritardo leggero in quanto si tratta di uno strumento nuovo, ma con l’utilizzo più frequente le decisioni saranno più automatiche. Servirà una parte umana perché VAR e AVAR saranno fondamentali. Ci permetterà di sbagliare meno e accorciare tempi. Ci costringerà ancora di più ad usare VAR di alta qualità, per uno strumento ad alto livello servono professionisti di alto livello», ha detto il designatore arbitrale.
«La cosa importante è che le camere dedicate al SAOT saranno di più, quindi 8 aggiuntive, un supporto importante, è uno strumento fondamentale per come è costruito. Permette di riprodurre tutto quanto avviene sul campo di gioco in ambito virtuale. Per arrivare all’immagine c’è una valutazione comunque di VAR e AVAR, individuare che sia quel giocatore in posizione di fuorigioco punibile: c’è una situazione oggettiva e una soggettiva, sta a VAR e ad AVAR decidere», ha proseguito Rocchi.
«L’impatto è una valutazione del VAR, ad esempio. Rilascio pallone? Quello che deve valutare il VAR è che il momento di stacco sia corretto. La riduzione dell’intervento umano è comunque drastica, rimane solo su interpretazioni o rilascio del pallone se la macchina non lo riconosce. La rappresentazione grafica è bella ma serve anche per dare maggiore chiarezza, la barriera che vedrete è su situazioni borderline», ha detto ancora spiegando la nuova tecnologia.
Rocchi ha «chiesto a ragazzi tanti sacrifici visti anche gli investimenti per fare test, se dai una Ferrari bisogna saperla guidare. Chi non lo sa usare non lo usa. Situazioni palla fuori/palla dentro? No, riguarderà solo il fuorigioco. Aspettare il termine dell’azione? Frenare l’istinto è complesso, ma è fondamentale e cruciale. Alzare una bandierina è riparabile, ma quando l’arbitro emette un fischio ci obbliga a non poter rivedere. Quanto successo a Monza è stato un incidente, lo inseriamo tra gli incidenti».
E a proposito di Juan Luca Sacchi, il designatore arbitrale ha concluso: «Sinceramente differenze mediatiche non le sto a pesare. Vi dico anche che non sospendiamo mai nessuno, lo sospendo solo se non rispetta regole disciplinari o interne. Starà un pochino più in panchina, rientrerà in campo il prima possibile. Non possiamo perdere arbitri per ogni errore. La bravura sarà tornare in campo come se niente fosse. Sono ragazzi in crescita, lo abbiano messo in preventivo, ma l’esperienza gli servirà. Non l’ho punito, magari torna in campo prima di quanto pensiate. Quando lo vedrò pronto e sereno, e lui mi ha già detto di stare bene, lo sceglierò».