Noel Le Graet non è più il presidente della federazione calcistica francese. L’ex numero uno del calcio transalpino ha rassegnato le proprie dimissioni dopo lo scandalo che lo ha colpito riguardo a delle presunte molestie sessuali ai danni di una procuratrice. Troppe le critiche rivolte a Le Graet, fra cui quelle in seguito alle dichiarazioni contro Zidane come nuovo commissario tecnico della Francia.
«Noel Le Graet, in accordo con il Comitato Esecutivo della FFF (Federcalcio francese, ndr) riunito oggi a Parigi, ha scelto di rassegnare le proprie dimissioni dalle sue funzioni di Presidente della Federazione fino alla comunicazione finale della verifica effettuata dal Ministero dello Sport, e in attesa di un’analisi da parte del Comitato Esecutivo della Federcalcio», si legge in una nota ufficiale.
«Il Comitato Esecutivo della FFF ha anche deciso di sollevare dall’incarico Florence Hardouin, direttore generale della Federcalcio, in via precauzionale. A partire da oggi, Philippe Diallo, vicepresidente aggiunto della FFF, ricoprirà l’incarico di responsabile ad interim per queste due funzioni», prosegue il comunicato.
«Infine, il Comitato Esecutivo della FFF, informato dei termini del prolungamento del contratto di Didier Deschamps alla guida della squadra francese fino al 2026, lo ha convalidato all’unanimità», conclude la nota a proposito del rinnovo di contratto del Ct francese.
Lo scandalo segue quello che ha riguardato il presidente della Federazione Francese di Rugby e vicepresidente di World Rugby, Bernard Laporte. Con i capi d’imputazione di “Traffico d’influenza illecita”, “Appropriazione indebita d’interesse”, “Abuso di beni aziendali” e “Corruzione passiva”, l’uomo è stato recentemente condannato a due anni di reclusione e interdizione dalle attività legate al rugby, a cui aggiungere una multa da 75.000 euro, in merito alla vicenda “Altrad-Laporte”.
Dall’incarico nella World Rugby Laporte si è dimesso immediatamente, dopo che il tribunale di Parigi lo ha condannato in primo grado. Laporte avrebbe potuto mantenere la carica vista la condanna di primo grado e l’appello, ma ha deciso di autosospendersi. Tuttavia, nonostante le raccomandazioni della ministra dello Sport Amélie Oudéa-Castéra, l’uomo ha per ora mantenuto l’incarico di presidente della Federazione.