Stipendi manager Piazza Affari
Palazzo Mezzanotte, sede di Borsa Italia in Piazza Affari a Milano (foto Andrea Ninni/Image/Insidefoto )

Continua il rally di inizio anno per le Borse europee, che hanno chiuso in buon progresso per la terza seduta consecutiva. Sebbene il 2023 si profili come un anno complicato, gli investitori iniziano a scommettere che la politica monetaria delle banche centrali, pur rimanendo restrittiva, possa diventare più morbida, con l’inflazione che rimane elevata, ma in frenata rispetto ai mesi scorsi. I dati sull’andamento dei prezzi al consumo in Francia e Germania fanno pensare che il picco sia già stato superato.

Non a caso anche i tassi di interesse sui bond hanno registrato una frenata: il decennale italiano, ad esempio, rende il 4,28%, contro il 4,48% della vigilia. Lo spread ha chiuso in calo a 201 punti. Sul finale a Milano il Ftse Mib ha vantato un progresso dell’1,74%, portandosi su valori che non si vedevano dalla scorsa primavera (il 20 aprile per l’esattezza). Nelle prime tre sedute dell’anno ha guadagnato il 4,7% circa.

A Piazza Affari si sono mosse al rialzo le azioni delle banche. Banco Bpm è andata su del 3,75%, beneficiando anche delle indiscrezioni su una possibile riconferma dei vertici dell’istituto. Telecom Italia ha messo a segno un +3,7%, spinta dalle ipotesi che Cdp possa presentare un’offerta per Netco, assieme al fondo Macquarie. Sono inoltre state gettonate le utility, con Enel in progresso del 3,5%. Per contro hanno battuto in ritirata i titoli ‘oil’, risentendo della brusca frenata del greggio. Eni ha perso l’1,5%, Saipem il 3% e Tenaris il 7%.

Continua la risalita anche del titolo Juventus, dopo aver toccato i minimi in seguito alle dimissioni del CdA lo scorso 28 novembre. Le azioni del club bianconero hanno chiuso ancora in crescita a 0,3658 euro per azione (+1,61%), toccando i massimi da agosto scorso. La capitalizzazione è risalita a 927 milioni di euro, con alti volumi di scambio nella giornata odierna sul titolo, visto gli oltre 23 milioni di pezzi scambiati su una media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 9 milioni.

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