Sospensione ammortamenti 2023
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Sospensione ammortamenti 2023 – Il decreto Milleproroghe, approvato negli ultimi giorni del 2022 con la prima Legge di Bilancio del governo Meloni, estende la possibilità di sospendere (in tutto o in parte) gli ammortamenti dei beni materiali e immateriali nei bilanci 2023 delle imprese Oic adopter. Lo scrive Il Sole 24 Ore.

Si tratta della riproposizione della possibilità che nei bilanci precedenti era stata utilizzata per arginare gli effetti negativi della pandemia e da quelli causati dalla guerra in Ucraina, aggiungendo agli esercizi che si sono chiusi al 31 dicembre 2021 e 2022 anche quelli che si chiuderanno al 31 dicembre 2023.

Tuttavia la possibilità di non effettuare gli ammortamenti nei bilanci 2023 dovrebbe riguardare situazioni particolari dal momento che gli effetti negativi causati dai citati eventi, presenti negli anni precedenti, in molti casi sembrerebbero alle spalle: potrebbe interessare le imprese colpite dagli effetti della guerra in Ucraina. Inoltre, si deve rammentare che non esiste più la deroga al presupposto della continuità aziendale che poteva attenuare le responsabilità degli organi societari.

Inoltre, le imprese che hanno sospeso gli ammortamenti negli esercizi precedenti devono tenere conto dell’effetto sui bilanci successivi. In questi casi, l’ammortamento slitta in avanti se compatibile con la possibilità di estendere la vita utile del bene: in caso contrario, le quote di ammortamento non contabilizzate sono spalmate lungo la vita utile residua.

A questo punto il tutto è esteso ai bilanci 2023 e le imprese potranno applicare le regole utilizzate nei bilanci precedenti. Per esempio, la possibilità di applicare la deroga anche alle immobilizzazioni acquistate nel corso dell’esercizio 2023 e l’estensione della stessa alle micro imprese che possono fornire l’informativa richiesta dalla norma redigendo volontariamente la Nota integrativa oppure in calce al bilancio.

La scelta in merito alla quota di ammortamenti non contabilizzati in bilancio deve essere coerente con le ragioni fornite nella Nota integrativa che deve indicare:

  • su quali immobilizzazioni e in quale misura non sono stati contabilizzati gli ammortamenti;
  • le ragioni che hanno indotto ad avvalersi della deroga;
  • l’impatto economico e patrimoniale della deroga.

Restano ferme le altre informazioni da fornire nella Nota integrativa e quelle relative al trattamento contabile delle immobilizzazioni, così come l’obbligo di destinare a una riserva indisponibile utili di ammontare corrispondente alla quota di ammortamento non effettuata.

Questa norma in tema di ammortamenti convive con l’altra, di segno opposto, contenuta nella legge di Bilancio 2023 che incrementa temporaneamente dal 3 al 6% il coefficiente di ammortamento dei fabbricati strumentali delle imprese che esercitano l’attività in alcuni settori del commercio al dettaglio.

Sospensione ammortamenti 2023 – Il mondo del calcio

Anche alcune realtà del mondo del calcio hanno sfruttato la sospensione degli ammortamenti. Tra queste ci sono il Genoa (sospensione per oltre 39 milioni di ammortamenti nel bilancio chiuso al 31 dicembre 2021) e la Sampdoria, che ha fatto ricorso a questo strumento sia nel bilancio 2020, che nel bilancio 2021.

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