Il Marocco, in questi ultimi mondiali, ha stupito il mondo si è guadagnato il tifo di quasi tutti gli italiani e di buona parte del resto del pianeta, inoltre, ha fatto impazzire gli appassionati di 22bet Italia e delle scommesse sportive.
Anche se tutta la squadra ha dato prova di preparazione e personalità, il portiere si è distinto, diventando il primo portiere marocchino, ma anche africano, a parare due rigori in un mondiale di calcio. Con i suoi balletti ipnotici ha portato il suo Marocco, per la prima volta nella storia, in semifinale.
Il Marocco ha affrontato Croazia, Canada, Spagna e Portogallo e Bono non ha permesso a nessun attaccante avversario di trovare il fondo della rete. Fino alla semifinale contro la Francia, l’unico gol che ha subito è arrivato dal piede di uno dei suoi difensori.
La sola cosa più frustrante per gli avversari, rispetto all’impermeabilità difensiva dei Leoni dell’Atlante, è guardare il loro portiere Bono e rendersi conto che sta sorridendo.
Prendiamo ad esempio il teso shootout contro la Spagna. Il trentunenne è stato fotografato, a mezz’aria, mentre sorrideva a Sergio Busquets, prima di parare il terzo calcio di rigore della Spagna.
Si è trattato di una delle decine di sorrisi ironici che ha rivolto ai giocatori spagnoli e portoghesi durante le fasi a eliminazione diretta.
“Se non sorride c’è un problema”, ha commentato Christophe Revel, ex preparatore dei portieri della nazionale marocchina, durante un’intervista a Radio France International.
Un po’ di storia
Yassine è nato nel 1991 a Montreal, in Canada da genitori marocchini. All’età di 3 anni si trasferisce, con la famiglia, a Casablanca, dove giocherà nelle giovanili del Wydad. Suo padre non vuole che dedichi troppo tempo al calcio ma deve arrendersi di fronte alla passione di Yassine che a 23 anni viene acquistato dall’Atletico Madrid, dopo aver giocato la finale di Champions League africana.
Per far parte della nazionale marocchina dovrà aspettare fino al 14 agosto 2013, quando subentra come sostituto in un’amichevole col Burkina Faso.
Dopo l’Atletico, Bono difenderà le porte del Real Saragozza, del Girona e infine, dal 2019, del Siviglia, dove è uno dei pilastri.
Lo ricordano bene i tifosi dell’Inter, con la scritta “Bono” sulla maglia. Il portiere marocchino, con il suo sorriso da stregatto, fu un grande protagonista della finale di Europa League 2020, a Colonia. In quell’occasione, vinse anche il titolo di miglior portiere della competizione.
Una volta approdato in Europa, Bono non si è fatto mancare nulla e nel marzo 2021 segna anche un gol al Valladolid.
Nel 2022 conquista il trofeo Zamora, come miglior portiere della Liga.
Perché lo chiamano Bono?
Yassine, nella partita contro la Spagna, ha dato il meglio di sé, parando 2 rigori su 3 ed è diventato, almeno per una sera, il Bono più famoso del mondo, cosa non da poco se il tuo rivale ha venduto 170 milioni di dischi.
Come nasce questo soprannome?
Il nome Bono, lo deve ai suoi primi compagni di squadra europei. All’Atletico Madrid, quando si presentò, i suoi compagni capirono male il suo nome e iniziarono a chiamarlo Bono. Yassine non si è certo offeso e ha scelto questo nomignolo per tutte le sue maglie, compresa quella della nazionale.
La simpatia deve essere di famiglia, perché suo figlio Isaac, al termine della partita contro il Portogallo, ha raggiunto suo padre mentre stava rilasciando una breve intervista e ha cercato di afferrare il microfono viola. Lo aveva scambiato per un gelato e aveva tutte le intenzioni di mangiarselo. L’episodio, che ha fatto sorridere gli spettatori, non ha fatto altro che aumentare la popolarità dell’esile portiere marocchino.
Il cavaliere Bono
Il 20 dicembre 2022, al rientro dai mondiali, Bono ha ricevuto in patria una grande onorificenza, è sato infatti nominato Membro di III Classe dell’Ordine del Trono, un ordine cavalleresco marocchino.
Al rientro in patria, la nazionale marocchina è stata accolta da una folla impressionante di tifosi nelle strade di Rabat. Successivamente, la festa si è spostata al palazzo reale dove i calciatori si sono recati per ricevere la calorosa accoglienza del re Mohammed VI.
Il sovrano ha organizzato una cerimonia solenne per premiare i Leoni dell’Atlante, si è presentato con l’erede al trono e ha esteso l’invito alle madri dei calciatori, per ringraziarle di aver educato i propri figli con i valori del patriottismo e del sacrificio.
L’evento è stato trasmesso in diretta nazionale dal canale televisivo Arryadia. Nelle immagini i giocatori indossano la divisa ufficiale e si schierano intorno alla famiglia reale per la foto di rito.
Fuori dalla porta
Bono si è saputo distinguere anche lontano dalla porta che è tenuto a difendere e ora, nella sua squadra di club, il Siviglia, è considerato un leader anche fuori dal campo.
Yassine è diventato un leader e si prende cura dei giocatori con meno esperienza. Nel Siviglia ci sono altri due marocchini, Youssef En-Nesyri e Munir El Haddadi, che lo considerano un fratello maggiore.
Il loro legame è particolarmente forte e quando Bono ha ricevuto il premio come miglior giocatore nella partita contro il Portogallo, si è girato verso i compagni e ha dedicato il trofeo a Youssef En-Nesyri.