Giovanni Rosati: chi è il più giovane agente sportivo d'Italia

Una mattina di metà dicembre, Giovanni Rosati scopre, al pari di altri aspiranti colleghi di aver finalmente superato la prova speciale in FIGC per ottenere l’iscrizione al registro nazionale degli…

Giovanni Rosati agente sportivo più giovane
Giovanni Rosati

Una mattina di metà dicembre, Giovanni Rosati scopre, al pari di altri aspiranti colleghi di aver finalmente superato la prova speciale in FIGC per ottenere l’iscrizione al registro nazionale degli agenti sportivi. Un riconoscimento importante, frutto di un percorso articolato che prevede un lungo corso propedeutico, infinite ore di studio e il misurarsi con tre esami distinti: la prova generale al CONI, articolata in uno scritto e in un orale e dunque la prova finale in FIGC.

Un traguardo di valore per chiunque intraprenda un cammino del genere ma che aumenta in maniera esponenziale se si considera che Giovanni, classe 2003, ha intrapreso questa strada quando aveva soli 18 anni: il che ne fa l’agente sportivo italiano più giovane di sempre. «L’ho scoperto quasi per caso – racconta -, ero chiaramente contento di aver superato l’ultimo passaggio, prova difficile dove il margine d’errore è bassissimo, e di aver raggiunto l’obiettivo che mi ero dato al punto che, quando ho visto l’esito positivo dell’esame non ho pensato ad altro. Poi, con più calma e spinto dalla curiosità sono andato a vedere le date di nascita degli altri candidati e ho scoperto che non c’era nessuno nato dopo il 2000 e nessuno giovane come me».

Superare una sfida del genere, alle prese con ogni ramo del diritto, da quello sportivo a quello amministrativo, regolamentazioni da conoscere a menadito in ambito nazionale ed europeo, case history disparate e dinamiche di mercato e di calcio giocato, è una missione ostica anche per una figura con una professionalità già strutturata, arduo immaginarlo per un ragazzo fresco di liceo.

«Avevo appena deciso di seguire il consiglio di Guido Gallovich, civilista e anch’egli agente sportivo che per passione e vocazione organizza ogni anno un corso propedeutico all’esame; quando iniziai le lezioni mi resi conto che ero circondato da avvocati e commercialisti e, va da sé, ero il più giovane. In quel momento mi son chiesto chi me lo faceva fare e se non fosse il caso di aspettare qualche anno in più. Non avevo studi in giurisprudenza e, se per i miei compagni di corso si trattava di rispolverare la materia per me si trattava di costruirla da zero. Ma poi mi son detto che quel cammino sarebbe stato importante che volevo imparare e mettere in pratica nel modo corretto quello che avrei imparato: non penso di avere particolari talenti, forse l’unico è che lavoro duro quando si tratta di raggiungere un obiettivo e così ho fatto, vivendo un anno con il piede schiacciato sull’acceleratore».

Giovanni Rosati, l’agente sportivo più giovane d’Italia: artefice del sogno Alex Transfiguration

La caparbietà nel portare le cose a fondo è sicuramente un tratto distintivo di questo giovane professionista. Archiviata la pratica liceale in quattro anni, frequentando il Liceo Internazionale di Monza, Giovanni vola in Inghilterra, per studiare sport management alla Loughborough University, poco distante da Nottingham.

Non ancora maggiorenne mette a frutto gli insegnamenti paterni (il padre Antonio è stato presidente del Varese Calcio dal 2008 al 2013 n.d.r.) e fonda la sua agenzia, la Winners Management «che non amo definire agenzia, preferisco azienda di consulenza», puntualizza Giovanni che è stata già in grado di regalare colpi di scena.

Nella primavera 2022 porta infatti la Alex Transfiguration, squadra di perfetti sconosciuti provenienti da Lagos, Nigeria, a stregare il Torneo di Viareggio eliminando un avversaria ben più blasonata dopo l’altra fino alla finale, nella quale si sono dovuti arrendere al Sassuolo. «Mi piace l’idea di creare dei legami con i giocatori che vadano oltre il classico rapporto agente-calciatore – sottolinea Rosati -. Anche in futuro mi piacerebbe seguire più underdog che grandi campioni; ragazzi da seguire con cui costruire insieme un percorso su misura. La mia ambizione è di creare un’identità precisa che non sia la copia di qualcos’altro ma che sia invece il più autentica possibile».

Giovanni Rosati agente sportivo più giovane
Giovanni Rosati con il padre Antonio

Forse anche per questo che Giovanni, pur puntando ad apprendere a carpire tutto il possibile dal mondo, tanto affascinante quanto ostico, del management calcistico, non ha riferimenti o miti nel panteon dei procuratori sportivi, eccetto uno. «Da chi prendo spunto? Da mio papà. Pensare di raggiungere il suo livello di professionalità è il mio stimolo e la mia ambizione continua».