Trentalange si dimette dall’AIA: i possibili successori

Alfredo Trentalange si è dimesso ieri da presidente dell’AIA, dopo il caso D’Onofrio che ha colpito il mondo arbitrale. L’ex ormai ex numero uno degli arbitri italiani ha scritto una lettera…

Mattarella avvocato Trentalange
Alfredo Trentalange (Photo by Marco Rosi/Getty Images)

Alfredo Trentalange si è dimesso ieri da presidente dell’AIA, dopo il caso D’Onofrio che ha colpito il mondo arbitrale. L’ex ormai ex numero uno degli arbitri italiani ha scritto una lettera ai presidenti di sezione in cui spiega la sua decisione, avvenuta dopo aver presentato la propria memoria difensiva al Procuratore Chinè e aver parlato con Gabriele Gravina, presidente della FIGC.

«Questi giorni – si legge nel messaggio di Trentalange – mi hanno permesso di dimostrare la mia correttezza e onestà, ma devo tutelare l’autonomia dell’Associazione e fare in modo che possa continuare ad essere gestita da rappresentanti legittimamente eletti, in assenza di una reale e persistente disfunzione anche dopo una vicenda penale e personale del tutto estranea alla nostra Associazione».

Ora la gestione dell’AIA passa al vicepresidente Baglioni che dovrà indire l’assemblea elettiva entro 90 giorni che aprirà una nuova era, sotto l’egida della FIGC che ha riportato la giustizia arbitrale nella sua sfera di competenza.

La decisione di Trentalange avviene dopo la chiusura delle indagini da parte della procura federale, nella quale erano emersi “comportamenti disciplinarmente rilevanti” da parte dello stesso Trentalange sul caso Rosario D’Onofrio, ex procuratore capo AIA arrestato per traffico di droga internazionale.

Questi elementi hanno portato all’avviso di chiusura di indagine del Procuratore Chinè, che ha ascoltato Trentalange nella giornata di venerdì, momento in cui avrebbe “detto tutta la verità”, secondo le parole del suo avvocato, ribadendo che nel suo operato non c’era stata alcuna omissione. Ieri Trentalange ha ricevuto segnali unanimi di sostegno dai presidenti regionali, e ha scelto di tutelare l’associazione da un commissariamento “non meritato”.

Ora si fanno spazio le indiscrezioni sul possibile erede alla carica di presidente dell’AIA e, secondo la Gazzetta dello Sport, al momento la rosa dei papabili porta ai nomi di tre ex arbitri come Nicola Rizzoli, Roberto Rosetti e Gianluca Rocchi.