Casini: «Serie A a 18 squadre non è priorità. No playoff, ipotesi playout»

“L’assemblea della Lega oggi ha validato il documento di riforme proposto dalla Serie A per rilanciare il calcio italiano. Sono dieci i temi, che contengono diversi pacchetti di proposte e…

Serie A spaccata riforma
Lorenzo Casini (foto Calcio e Finanza)

“L’assemblea della Lega oggi ha validato il documento di riforme proposto dalla Serie A per rilanciare il calcio italiano. Sono dieci i temi, che contengono diversi pacchetti di proposte e iniziative. Rivedere il numero delle squadre? Chiaramente è un tema che si è toccato, ma al momento non è una priorità. Ci sono tanti problemi all’interno del sistema calcio italiano e il numero di squadre non è stato considerato prioritario, i problemi trattati anche nella proposta di riforme sono più proposte”. Lo ha detto il presidente della Lega Serie A Lorenzo Casini, intervenuto in conferenza stampa al termine dell’odierna assemblea.

“La Serie A ha avuto 16, 18 e 20 squadre: è un tema che anche se si decidesse di farlo non è da domani, non si può ridurre il numero da domani. Ci sono cose che invece qui si possono fare in una settimana o in un mese se il Governo vuole farlo, rispetto alla gravità della situazione, le squadre, anche quelle interessate a modificare il numero, hanno accettato di guardare ad altri temi”, ha proseguito. “Playoff non è un tema trattato, ricordo che i principali campionati di riferimento sono Liga e Premier, che hanno 20 squadre e sono senza playoff. Prima di parlarne bisogna fare studio serio. Tema che si è accennato invece è l’ipotesi playout nel momento in cui si lavorasse con la Serie B a un diverso sistema”.

“Nelle proposte di riforma ci sono diversi temi, dall’ordinamento dei campionati ai sistemi di mutualità passando per infrastrutture, valorizzazione dei giovani, seconde squadre, supercoppa, governance federale e alcune proposte legislative, oltre ad alcune riferito più specificatamente sul gioco. Si parla ad esempio di valutare l’introduzione del challenge per il Var, oltre a rendere pubblici i dialoghi tra arbitro e Var o comunque consentire che l’arbitro possa spiegare decisioni. Poi il tempo effettivo, o meglio avere più uniformità nelle durate delle partite ma anche di ridurre il numero di partite. Fuorigioco semiautomatico? Oggi abbiamo scritto ad Aia e Gravina chiedendo di potere iniziare a gennaio, auspicabilmente entro il 27 che rappresenta l’inizio del girone di ritorno. Novità è relativa, perché è già applicato in ambito Uefa, chi gioca in Champions lo ha già usato, è ulteriore progresso tecnologico che dovrebbe ridurre il margine errore”. 

“Il parere della UE sulla Superlega? È un passaggio importante ma non definitivo, non commetterei l’errore di commentare il parere come fosse una sentenza. Detto questo è un organo estremamente autorevole, è segnale importante per la tenuta del sistema sportivo internazionale. Il fatto di difendere il sistema piramidale è segnale importante per la tenuta del sistema. Poi è chiaro che dovremo aspettare sentenza”.

“Tasse? Da interlocuzioni non c’è stato alcuno stop a voler risolvere questione, il governo sta lavorando a una possibile soluzione, questo è quanto ci è stato comunicato siamo in attesa di sapere soluzione. Il governo ha mostrato consapevolezza di voler risolvere tema nell’ambito degli strumenti generali. Delusione? Finché questione non è risolta no, noi siamo sportivi quindi aspettiamo decisione”.