Superlega pronta allo scontro con l'UEFA: cosa chiede all'Ue

E’ iniziata una settimana cruciale per la Superlega e per A22, la società che muove i fili del progetto – lanciato in origine nell’aprile del 2021 – e che ora…

Superlega Corte di Giustizia

E’ iniziata una settimana cruciale per la Superlega e per A22, la società che muove i fili del progetto – lanciato in origine nell’aprile del 2021 – e che ora attende il responso della Corte di Giustizia dell’Unione europea sul presunto ruolo monopolistico da parte della UEFA nell’organizzazione delle competizioni calcistiche per club a livello panaeuropeo.

Il 15 dicembre Athanasios Rantos, avvocato generale della Corte di Giustizia dell’Ue, fornirà il suo parere consultivo su come la Corte dovrebbe rispondere alle domande poste dal Tribunale di Madrid in merito al fatto che il diritto dell’Ue vieti o meno alla UEFA di stabilire barriere che proteggano il suo monopolio nell’organizzazione delle competizioni calcistiche per club. La sentenza definitiva della Corte è prevista invece per il primo trimestre del 2023.

Superlega vs UEFA – Le tappe della vicenda

Sullo sfondo di questo procedimento rimangono le azioni intraprese dalla UEFA, un’organizzazione privata con sede in Svizzera, contro singole società di calcio operanti all’interno degli Stati membri dell’Ue. Prima e dopo l’annuncio del lancio della ben nota Superlega (datato aprile 2021), la UEFA ha minacciato a più riprese di punire i club che avevano deciso di aderire al progetto e i loro giocatori, con una sospensione dalle competizioni UEFA e FIFA, oltre alla potenziale impossibilità di essere convocati in rappresentanza delle Nazionali.

Pertanto, la società ESL (European Super League) ha chiesto all’epoca al Tribunale commerciale di Madrid protezione legale (un’ingiunzione) per impedire a UEFA e FIFA di utilizzare i propri ampi poteri sanzionatori al fine di fermare l’iniziativa. Nello stesso procedimento, l’ESL ha chiesto al Tribunale Commerciale di Madrid di presentare un rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell’Ue in merito alla compatibilità degli statuti UEFA e FIFA con il TFUE (Trattato sul Funzionamento dell’Unione europea).

Il 20 aprile 2021, il Tribunale di Madrid ha ordinato a UEFA e FIFA di cessare le minacce o eventuali sanzioni nei confronti dei club che avevano deciso di prendere parte al progetto fino a quando la Corte di Giustizia non si fosse pronunciata sul caso. Il tribunale di Madrid ha chiesto alla Corte un orientamento in merito a un elenco di sei quesiti specifici, che pongono in sostanza la questione «se il diritto dell’Ue vieti o meno alla UEFA di stabilire barriere per proteggere il proprio monopolio su tutte le competizioni per club».

Superlega vs UEFA – Cosa chiede A22

Dunque, su quale tema si concentrerà la Corte di Giustizia dell’Ue? Cosa chiede esattamente A22? La domanda sul tavolo della Corte è se il sistema sviluppato dalla UEFA sia legale o illegale nell’ambito dell’Unione europea. Il tema su cui ci si concentrerà da qui ai prossimi mesi non è se la Superlega sia una buona o cattiva idea, né se il suo formato sia o meno quello più giusto per il calcio del futuro, ma se le regole della UEFA siano compatibili con le libertà fondamentali sancite dal Diritto dell’Unione europea.

Quello che cerca A22 (che ricordiamo essere una società di diritto spagnolo) sta cercando in questo momento è la libertà di poter discutere con i club europei la creazione di competizioni alternative, e di poterlo fare liberamente, senza che questo implichi per le società la minaccia di sanzioni o di ritorsioni sul piano sportivo ed economico. La UEFA – secondo la posizione di A22 e della Superlega – ha creato una struttura e un sistema che rendono effettivamente impossibile la vita ai competitor. Perché se i club sono in grado di organizzarsi in autonomia per la disputa dei campionati nazionali, deve essere un problema replicare questo schema anche a livello internazionale? E’ questo il punto centrale della discussione.

A22 si aspetta che la decisione della Corte di Giustizia tracci la strada per la creazione delle competizioni europee, un quadro giuridico chiaro affinché si possano proporre delle alternative valide anche a livello internazionale. Quello che chiedono le società è di continuare a giocare nelle loro leghe nazionali, ma allo stesso tempo di poter esplorare delle alternative che attualmente non esistono e che – stante la situazione attuale – A22 ritiene non possano essere prese in considerazione senza rischiare sanzioni o penalizzazioni.

Secondo A22 il sistema attuale è costruito per evitare che qualsiasi club possa considerare delle alternative rispetto a quanto proposto dalla UEFA (alla quale viene appunto imputato un ruolo monopolistico) e secondo la società questa situazione è incompatibile con quanto stabilito dalle norme dell’Ue. Da parte sua, la UEFA ha sempre puntato l’indice contro il sistema proposto inizialmente dalla Superlega, mettendo al centro del proprio modus operandi il merito sportivo (appoggiandosi anche a indicazioni della Commissione europea in tal senso) e l’importanza per tutti i club di poter ambire a prendere parte alle competizioni più importanti.

Un concetto ribadito a più riprese anche dalle leghe nazionali. Su tutte la Liga spagnola, che proprio di recente ha presentato insieme a KPMG un report secondo il quale i club appartenenti ai tornei nazionali rischierebbero di perdere il 55% dei loro ricavi (in favore di un arricchimento di una quota minima di società) qualora il sistema attualmente conosciuto dovesse essere modificato.

Il 15 dicembre 2022, l’avvocato generale Rantos esprimerà la sua opinione su come la Corte dovrebbe rispondere alle domande del Tribunale di Madrid. Tale parere non è vincolante per i giudici, ma rappresenta comunque un’indicazione importante in vista della decisione finale della Corte. Nella primavera del 2023, è probabile che la CGUE adotti la sua sentenza definitiva e non soggetta a ulteriore ricorso. Spetterà poi al giudice spagnolo applicare quanto emerso dalla sentenza ai fatti specifici del caso.