Casini tasse Serie A
Lorenzo Casini (foto CF - Calcio e Finanza)

«Il calcio non esige ristori, questo concetto deve essere chiaro. Chiediamo che il settore continui a pagare le tasse nel modo più ragionevole possibile, nell’interesse dello Stato». Ha parlato così il presidente della Lega Serie A, Lorenzo Casini, intervistato da Il Corriere della Sera a proposito delle scadenze del 22 dicembre che preoccupano le società del massimo campionato italiano.

«Serve una soluzione a beneficio di tutti, non solo dello sport, per definire nel minor tempo possibile con l’Agenzia delle entrate un piano di rateizzazione. Con le norme vigenti, scaduto il termine per pagare gli adempimenti fiscali sospesi ci vorrebbero almeno 2-3 mesi prima che si possa aderire a un piano con l’Agenzia. L’obiettivo è snellire questi tempi così le società potranno subito pagare a rate, senza sanzioni penali e sportive», ha aggiunto il numero uno della Lega Serie A.

Sulle parole di Matteo Renzi, che ha definito vergognosa l’ipotesi di concedere dilazioni alle società di calcio, Casini ribatte: «Nel caso dello sport, calcio incluso, una norma speciale, approvata a larga maggioranza dal Parlamento, è in vigore da quasi un anno. Il problema dei tempi sulla definizione del piano di rateizzazione è generale e non riguarda solo lo sport. Il pallone fa notizia per le risorse che muove a beneficio dell’intero sistema sportivo italiano».

«La richiesta di rateizzazione non è nuova e accompagna da mesi la sola vera misura che lo Stato ha adottato nei confronti di tutto lo sport dopo la pandemia, ossia la sospensione dei tributi. A un anno di distanza si chiede di versare in unica soluzione 11 mesi di imposte: è poco logico e incoerente con la misura stessa, pensata per recuperare liquidità. Nessuno oggi è inadempiente e tutti vogliono pagare», ha aggiunto.

Sull’ipotesi che le richieste della Serie A siano respinte, Casini aggiunge: «Non è ragionevole esser sanzionati per voler pagare a rate le imposte sospese dallo Stato. Se così sarà, le società pagheranno con le stesse sanzioni previste per i contribuenti inadempienti, ma i problemi delle tempistiche amministrative e delle sanzioni penali e sportive medio tempore vanno risolti».

Infine, una battuta sull’emendamento con il quale punta a valorizzare i diritti tv: «Lo si chiede da anni, ed è urgente. Se fosse approvato, la durata massima del ciclo dei diritti salirebbe da 3 a 5 anni, come accade in altri Paesi Ue. Ma tutte le leghe di ogni sport, non solo il calcio, saranno più competitive sul mercato».

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