Plusvalenze nuova norma
Il pallone ufficiale della Serie A 2022/23 (Photo Nicolò Campo / Insidefoto)

La scadenza del 22 dicembre si avvicina, ma lo scontro sulla rateizzazione delle tasse sospese per i club di Serie A prosegue e non trova ancora soluzione. La Lega chiede la possibilità di spalmare i versamenti su più anni, senza interessi e sanzioni, mentre dal governo spiegano che il calcio va trattato come tutti gli altri settori: e dunque, 3% di multa per accedere al meccanismo delle rate in 5 anni.

Nelle ultime ore, ricorda La Gazzetta dello Sport, il cosiddetto emendamento Lotito (una rateizzazione a costo zero) ha provato a rispondere all’emergenza, ma il ministro dello sport Andrea Abodi, e il governo è con lui, non vuole sposare l’idea di quello che ritiene un privilegio per un settore.

Il testo dell’emendamento – che difficilmente a questo punto farà strada – dovrà essere approvato entro il 18 di gennaio. Attualmente è alla commissione Bilancio ed è qui che si giocherà la partita degli emendamenti. Prima bisognerà verificarne l’ammissibilità, poi si passerà alle eventuali votazioni e quindi il decreto sarà licenziato per i due passi parlamentari, prima al Senato e poi alla Camera.

Ricordiamo che i club professionistici – tra Serie A, Serie B e Serie C – devono versare circa mezzo miliardo di tasse. Questi, come riportato da Il Fatto Quotidiano nei giorni scorsi, i più indebitati con il fisco:

  1. Inter – 50 milioni di euro
  2. Lazio – 40 milioni di euro
  3. Roma – 38 milioni di euro
  4. Juventus – 30 milioni di euro
  5. Napoli – 25 milioni di euro
  6. Fiorentina – 15 milioni di euro
  7. Milan – 10 milioni di euro

Chiaramente va ricordato che più alti sono gli stipendi, maggiori sono le tasse da pagare, motivo per cui le big guardano inevitabilmente dall’alto di questa graduatoria.

Percentuale e sanzioni a parte, c’è un altro rischio, una questione su cui i club vorrebbero almeno un’apertura di credito per evitare una denuncia dell’Inps per il mancato pagamento. Secondo la Lega va semplificato il meccanismo autorizzativo della rateizzazione. Altrimenti, non pagando entro il 16 febbraio, si rischierebbero sanzioni penali e sportive.

Fra calcio e Governo, comunque, nonostante le distanze, non c’è un clima da imminente rottura. Lo dice una serie di contatti, anche di natura tecnica, per giungere a una soluzione che possa comunque ridurre l’impatto della scadenza ormai alle porte.

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