Collina sui maxi-recuperi: «Anche i tifosi sono soddisfatti»

Arrivati alla fine della fase a gironi del Mondiale in Qatar, che terminerà venerdì 2 dicembre, possiamo tranquillamente affermare che dal punto di vista arbitrale quello che ha colpito di…

Collina maxi recuperi
(Foto: DENOUR/AFP via Getty Images)

Arrivati alla fine della fase a gironi del Mondiale in Qatar, che terminerà venerdì 2 dicembre, possiamo tranquillamente affermare che dal punto di vista arbitrale quello che ha colpito di più è la concessione di recuperi particolarmente allargati rispetto alle abitudini, sia nei primi che nei secondi tempi dei match disputati durante la rassegna iridata.

In media sono stati assegnati dieci minuti di recupero a partita (anche se in più di un’occasione si è andati oltre), come confermato in un’intervista dallo stesso presidente del Comitato Arbitrale FIFA, Pierluigi Collina: «Abbiamo in media una decina di minuti a partita, con un caso eccezionale come la partita Iran-Inghilterra, che ha avuto 23 minuti di recupero. Bisogna ricordare però che il portiere iraniano si è infortunato ed è stato curato per circa 11 minuti in totale, nel primo tempo. Poi nella ripresa, c’è stato un giocatore inglese infortunato per tre minuti, quindi 14 dei 23 minuti sono stati per questi due specifici eventi. Oltre a ciò, dobbiamo ricordare che sono stati segnati otto gol e c’è stata una revisione al VAR. Quindi ci sono stati molti episodi che hanno portato a così tanti minuti di recupero».

E proprio i festeggiamenti dopo i gol sono stati indicati a inizio Mondiale come le casistiche su cui andava fatta più attenzione per la segnalazione dei minuti di recupero: «I festeggiamenti per i gol sono un momento di gioia, ma ci vuole un bel po’ di tempo per festeggiare. E per gli avversari ci sono meno possibilità di giocare. Quindi, va considerato anche il tempo impiegato per la celebrazione del gol, e poi ovviamente il VAR, sia quando c’è un ritardo nella ripresa del gioco a causa di un controllo effettuato dagli ufficiali di gara sia per la revisione quando l’arbitro va al monitor. Per rivedere qualsiasi episodio, ovviamente, ci vuole tempo, e questo tempo deve essere recuperato».

Ancora sui minuti di recupero e sul tempo effettivo: «Se guardiamo indietro a quattro anni fa in Russia, la media dei tempi di recupero concessi durante il torneo era di sei minuti e mezzo e questo ci rende abbastanza contenti del risultato. La questione delle partite che durano anche meno di 50 minuti di tempo effettivo è un tema che affrontiamo da tempo. La gente vuole veder giocare a calcio. Quindi già in Russia, abbiamo chiesto agli arbitri di calcolare il tempo di recupero in modo più accurato. E questa raccomandazione è stata ribadita qui».

Sulle indicazioni fornite agli arbitri per stabilire i minuti di recupero: «Abbiamo individuato alcuni episodi specifici che dovrebbero essere considerati in modo accurato, in particolare il tempo per gli infortuni dei giocatori che era stato calcolato su un periodo standardizzato: un minuto. E sappiamo che ci sono molti infortuni che richiedono più di un minuto per essere curati. Un altro punto sono le sostituzioni. In passato, ogni cambio richiedeva 30 secondi di recupero. Con le dieci sostituzioni e le sostituzioni multiple all’interno di uno slot, non possiamo semplicemente dire: tre sostituzioni, uno slot quindi un minuto e mezzo. Ovviamente è probabilmente meno di un minuto e mezzo, ma più di 30 secondi. Quindi si deve calcolare quanto far recuperare con precisione e a seconda dei casi».

In chiusura, Collina fa il punto sull’accoglienza ricevuta da questa decisione e se ci siano state lamentele particolari: «Direi che abbiamo avuto un riscontro positivo, in particolare, dal pubblico, non c’è stata alcuna reazione negativa. La gente è qui per guardare le partite, per divertirsi e gli piace il calcio. Vorrebbero averne di più. È come assistere a un concerto: sei felice e chiedi il bis al cantante. Penso che sia importante offrire agli spettatori allo stadio e in televisione un bello spettacolo, un buon intrattenimento».