A seguito delle dimissioni in blocco da parte del consiglio di amministrazione, a cominciare dal presidente Andrea Agnelli, la Juventus ha annunciato nella tarda serata di ieri un nuovo ingresso in società. Si tratta di Maurizio Scanavino, al quale è stato conferito l’incarico di Direttore Generale del club bianconero.

Scanavino non è soltanto un manager del gruppo editoriale GEDI – controllato dalla Exor della famiglia Agnelli Elkann – ma soprattutto è uno dei dirigenti più stimati delle galassia Agnelli da parte di John Elkann, che della stessa galassia è il numero uno visto che tramite la Dicembre è il principale socio della Giovanni Agnelli Bv, la cassaforte olandese della famiglia che a sua volta è il principale azionista di Exor, che è socio di maggioranza, tra le altre, della Juventus, di Stellantis e di Ferrari.

Scanavino, nonostante il nuovo incarico in Juventus, manterrà la carica di Amministratore Delegato e Direttore Generale di GEDI, la società editoriale che pubblica tra gli altri i quotidiani La Repubblica, La Stampa e Il Secolo XIX.

Interessanti in questo quadro sono le indiscrezioni riportare oggi da nuovoobserver.it, un sito curato dalla storica firma di Repubblica Edoardo Borriello e che è molto letto tra gli stessi lavoratori del gruppo GEDI. In particolare si parla di un certo clima di tensione all’interno delle testate della società guidata da Scanavino a causa di «voci insistenti che parlano di grandi cambiamenti. Voci che non hanno sinora ottenuto conferme, ma neppure smentite, tanto da arrivare a preoccupare non poco il Coordinamento dei Comitati di redazione dei giornali del gruppo».

Le ipotesi che circolano sono parecchie, ma ce ne sono quattro in particolare che sarebbero le più accreditate, a cominciare da una possibile cessione di Repubblica, quotidiano leader del gruppo diretto da Maurizio Molinari. Si è parlato anche della permanenza in GEDI del quotidiano La Stampa, con la sostituzione del suo direttore Massimo Giannini, probabilmente rimpiazzato da Federico Monga, ex direttore del Mattino di Napoli e attualmente alla Stampa dove ha lavorato in passato.

Per tagliare ulteriormente i costi, La Stampa e Repubblica potrebbero utilizzare le stesse pagine di cronaca nazionale ed estera, tagliare qualche redazione locale di Repubblica ed eliminare almeno due dei cinque vice direttori del quotidiano romano. Inoltre, sarebbe previsto un ricorso per entrambi i quotidiani a una nuova cassa integrazione a rotazione.

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