Zhang lettera Suning
Zhang Jindong (Photo STR/AFP/Getty Images)

Zhang Jindong precipita ancora nella classifica degli uomini più ricchi della Cina stilata da Hurun, gruppo editoriale con sede a Shanghai. Nella Hurun Rich List 2022 il fondatore di Suning, tra i principali azionisti di Suning.com e persona a cui fa capo la catena di controllo del club nerazzurro, continua a perdere posizioni.

Nel 2019 il padre di Steven Zhang si trovava addirittura in 15esima posizione: nel 2020 era poi sceso al 40esimo posto, con un patrimonio stimato in 15 miliardi di dollari. Le difficoltà economiche di Suning.com, principale società della galassia Suning, hanno portato Zhang a rinunciare alla guida della azienda quotata a Shenzen cedendone la maggioranza (ma rimanendo comunque tra i principali azionisti).

Nella classifica del 2021, così, Zhang Jindong aveva perso ben 232 posizioni in classifica, passando da un patrimonio stimato di 15 miliardi di dollari ad uno di 2,3 miliardi di dollari che valevano la 272esima posizione tra gli uomini più ricchi della Cina. La graduatoria del 2022, pubblicata nei giorni scorsi, ha mostrato un ulteriore crollo per Zhang, passato che ha perso ulteriori 242 posizioni scendendo fino in 514esima posizione con un patrimonio stimato in 1,7 miliardi di dollari, perdendo così oltre 13 miliardi di patrimonio nel giro di due anni e poco meno di 500 posizioni nella classifica degli uomini più ricchi in Cina.

Guardando ai dati in generale, la rigida linea dello “zero Covid” e le ripercussioni della guerra in Ucraina si sono abbattute sugli uomini più ricchi della Cina, che vedono calare i loro patrimoni ai ritmi più rapidi degli ultimi 24 anni. Solo 1.305 persone sono riuscite a superare la soglia dei cinque miliardi di yuan di patrimonio (circa 690 milioni di euro) l’11% in meno dello scorso anno, e complessivamente le loro fortune hanno raggiunto un totale di 3.500 miliardi di dollari, in calo del 18% rispetto allo scorso anno.

A conquistare il primo posto in classifica è stato per il secondo anno consecutivo il re delle acque minerali, Zhong Shanshan, che produce l’acqua Nongfu, onnipresente in Cina, e che detiene anche il gruppo produttore di vaccini Beijing Wantai Biological Pharmacy Enterprise: la sua fortuna è cresciuta a quota 62 miliardi di dollari, con un aumento del 17% rispetto allo scorso anno, ma è un caso raro. Al secondo posto si trova Zhang Yiming, fondatore di ByteDance, che gestisce la piattaforma di condivisione di video TikTok, che ha, però, visto calare la propria fortuna del 28%, a 35 miliardi di dollari.

Sale sul podio anche il presidente del gigante delle batterie Catl, Zeng Yuqun, terzo classificato nonostante un calo del 28% del proprio patrimonio personale, ora a quota 230 miliardi di yuan (31,7 miliardi di euro). I risultati peggiori vanno proprio ai tycoon di internet, che fino al 2020 dominavano la scena, in Cina. Scende al quinto posto il fondatore di TenCent, Pony Ma, che perde 14,6 miliardi di dollari, e va anche peggio a Jack Ma, nono nella classifica di Hurun dopo la stretta di Pechino.

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