Il calcio oggi, possiamo affermare con assoluta certezza, è uno dei motori che contribuisce a far girare l’economia. Ma in che modo lo fa? Secondo il Report Calcio stilato dalla federazione (FIGC) sono circa ventotto milioni i tifosi, 4,6 milioni le persone che praticano il calcio, all’incirca 1,4 milioni i tesserati e circa 568.000 partite ufficiali disputate sino ad oggi (di cui quasi il 60 % derivanti dal livello giovanile).

Numeri dunque da capogiro che suggeriscono come questo sport abbia un peso importante anche a livello economico, proprio come dimostrano i Mondiali in Qatar: il paese ha impiegato anni per investire forti somme nella creazione di nuovi impianti per prepararsi a questo grande evento (i primi mondiali che si giocheranno di inverno).

Ma quanto vale il calcio oggi nel nostro paese?

Il sistema calcio oggi a livello professionistico continua a far crescere il suo peso economico. Basti pensare che solo nel biennio 2017-2019 il valore della produzione dei 3 campionati principali (Seria A, Serie B e Lega Pro) è riuscito a superare forse per la prima volta i 3,5 miliardi di euro con una crescita che si aggira intorno al 6% rispetto alle sue passate stagioni.

Questi numeri sono importanti non solo per il calcio ma anche per il PIL nazionale, che grazie ad esso riesce a passare dallo 0,17% del 2013 allo 0,19% del 2021. Ma com’è possibile tutto ciò? Grazie anche alla crescita che ne deriva dai ricavi degli impianti, ovvero gli stadi di proprietà e dai ricavi derivanti da sponsor di attività commerciali.

Stando alle statistiche ottenute dall’algoritmo “Social Return On Investment Model” l’impatto a livello sociale che riesce ad imprimere il sistema calcistico italiano risulta essere pari nel 2017-2019 a circa 3,01 miliardi di euro. In particolare, i settori coinvolti sono:

  • Economico: 742,1 milioni di contributi diretti all’economia nazionale;
    ● Sociale: 1.051, 4 milioni di risparmio economico generato dai benefici prodotti dall’attività calcistica;
    ● Sanitario: 1.215,5 milioni in termini di risparmio della spesa sanitaria insieme a quello delle performance sportive

Negli ultimi 11 anni l’ammontare della contribuzione previdenziale e soprattutto quella fiscale derivante dal calcio professionistico italiano è pari ad 11, 4 miliardi di euro. E nello stesso periodo i contributi erogati dal CONI alla FIGC sono stati di circa 749 milioni: in sintesi vuol dire che ogni euro investito dal nostro governo nel mondo del calcio, il ritorno economico che lo Stato ha maturato in termini fiscali è di 15,2 euro. Dunque, questo conferma come il calcio non sia solo sport, passione e tifo, ma anche e soprattutto economia.

Possiamo pertanto affermare che il calcio professionistico oggi continua a rappresentare il principale contributo al sistema sportivo in primis e alla nazione successivamente, con un’incidenza del 70% percento rispetto al gettito fiscale complessivo.

E non dimentichiamoci che parte del contributo fiscale che si genera deriva dalle scommesse sportive, dove il calcio mantiene la sua quota maggiore. Infatti, nel periodo che va dal 2006 al 2018, queste sono aumentate di ben 4 volte passando dai 2,1 ai 9 miliardi di euro.

Il valore del calcio in Italia oggi

Il calcio è stato a lungo lo sport più praticato e seguito nel nostro paese, ma anche al giorno d’oggi si conferma come lo sport più visto in streaming, come conferma l’infografica di ExpressVPN. Questo passaggio al mondo dello streaming è stato sicuramente influenzato dalla presenza di DAZN, che permette di vedere la Serie A tramite la propria app.

Ma non è assurdo affermare che oggi, stando anche ai dati mostrati, questo sport sia di fatto un generatore di interessi materiali e immateriali che creano valore in Italia molto di più di quanto non facciano i tradizionali settori.

La riconquista della sua centralità da parte della Federazione nel contesto sportivo nazionale ed internazionale e la sua volontà di iniziare percorsi di interlocuzione con gli apparati e le istituzioni civili, come ad esempio la collaborazione con il Miur per le attività scolastiche, pone la base per aprirsi a interessanti prospettive future. Infatti, il calcio (come tutti gli sport) può diventare un mezzo per l’inclusione sociale, così come una piattaforma per lanciare e condurre campagne legate al mondo dei diritti civili.

 

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