Football Affairs dibattito nuovo San Siro

Il progetto di Inter e Milan per il nuovo San Siro procede, a rilento ma procede. Nell’ultima settimana è arrivato il via libera del Comune di Milano per l’avvio del dibattito pubblico, che dovrebbe cominciare il prossimo 28 settembre, segnando forse l’accelerazione più rilevante sul progetto nell’ultimo anno.

I club hanno rivisto i piani, consegnando, come svelato da Calcio e Finanza,  l’aggiornamento dello “Studio di Fattibilità Tecnico Economica” sul progetto dello stadio con diverse tematiche al centro delle nuove stime, dai ricavi fino ai costi passando per le tempistiche e gli altri sport che potranno essere svolti in zona.

Una tematica su cui, tuttavia, l’attenzione è stata ridotta è quello legato alla capienza del nuovo stadio, che passerà dai 75mila dell’attuale Meazza ai 60/65mila posti del nuovo impianto. Con un impatto rilevante, ad esempio, non solo ovviamente sul numero di biglietti a disposizione dei tifosi (che caleranno anche per l’aumento dei posti legati alla hospitality), ma anche sulla possibilità di ospitare i grandi tornei internazionali, come i Mondiali visto che la FIFA richiede una capienza minima da 80mila posti per poter utilizzare stadi come teatro della gara inaugurale e della finale di una Coppa del Mondo.

Insomma il punto si pone: è giusto oppure no dotare una città come Milano dalle ambizioni internazionali di un impianto di soli 60/65.000 posti? 

Nel Football Affairs di questa settimana il direttore Luciano Mondellini analizza la situazione, tra impatti sulle tasche dei club e dei tifosi fino all’effetto televisivo (e quindi di diritti tv) di avere o meno uno stadio pieno: una scelta che balla tra la volontà di seguire il paradigma inglese (biglietti più costosi anche per allontanare il pericolo ultrà) e il modello tedesco più legato alla volontà di riempire gli stadi e di avvicinarsi ai tifosi.

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