Dupont caso FIFA calciomercato
(Photo by Matthias Hangst/Getty Images)

Il mondo del calcio rischia di essere scosso da un nuovo caso finito di fronte alla Corte di Giustizia dell’Unione europea. La Cour d’appel de Mons – spiega PaRR in un approfondimento – ha chiesto indicazioni alla Corte dell’Ue sul fatto che le regole della FIFA in materia di trasferimenti dei giocatori violino le regole della concorrenza e della libertà di movimento stabilite dal TFUE (Trattato sul funzionamento dell’Unione europea).

La questione è stata posta poiché le regole sui trasferimenti della FIFA e della Federcalcio belga avrebbero impedito al giocatore francese Lassana Diarra di essere ingaggiato dallo Sporting Charleroi (club belga) nella stagione 2014/15 costringendolo al contempo a rinunciare allo stipendio per il quale si era accordato.

La Camera di risoluzione delle controversie della FIFA e il TAS (Tribunale Arbitrale dello Sport) avevano ritenuto illegale questa violazione del contratto e avevano proibito al calciatore di trasferirsi nel club belga, condannando Diarra al pagamento di 10,5 milioni di euro a titolo di risarcimento al Lokomotiv Mosca. Questo episodio aveva anche impedito al giocatore di esercitare la sua professione per 15 mesi.

Sulla base di questa decisione, nel dicembre 2015 Diarra ha avviato un’azione dinanzi alla divisione di Charleroi del tribunale commerciale dell’Hainaut contro la FIFA e la Federcalcio belga, chiedendo 6 milioni di euro di risarcimento per il danno causato dalle loro posizioni che ostacolavano il suo ingaggio da parte dello Sporting Charleroi.

Il giocatore – rappresentato dall’avvocato Jean-Louis Dupont, dello studio Dupont-Hissel, celebre per la cosiddetta sentenza Bosman – ha sostenuto che diversi paragrafi dell’articolo 17 del regolamento FIFA sul trasferimento dei calciatori violano l’articolo 101 del TFUE (che vieta gli accordi anticoncorrenziali) e il principio della libera circolazione dei lavoratori all’interno dell’Unione sancito dall’articolo 45 del TFUE, come stabilito dalla Corte di giustizia nella sentenza Bosman del 1995.

Tali regole, secondo Diarra, gli hanno causato danni impedendogli di svolgere la sua professione di calciatore e di generare ricavi durante la stagione 2014/15. Nel gennaio 2017 il tribunale commerciale dell’Hainaut si è ritenuto competente a decidere sul caso e ha condannato FIFA e Federcalcio belga a pagare al giocatore una somma provvisoria di 60.000 euro. Ha inoltre sospeso il procedimento per consentire alle parti di determinare l’importo dei danni subiti da Diarra in Belgio.

La FIFA e la Federcalcio belga hanno impugnato questa sentenza dinanzi alla Cour d’appel de Mons contestando, in primo luogo, che il tribunale commerciale dell’Hainaut fosse competente a decidere sul caso, con la FIFA che ha affermato come il foro competente per la controversia fosse il TAS. Tuttavia, la Cour d’appel de Mons ha sostenuto la posizione del tribunale di grado inferiore utilizzando una sentenza dell’agosto 2018 della corte d’appello di Bruxelles, in cui i giudici hanno ritenuto che le regole della FIFA che obbligano i club a ricorrere esclusivamente al TAS per qualsiasi tipo della controversia fossero illegali secondo il diritto belga.

Per quanto concerne invece il merito della questione, la Cour d’appel de Mons ha deciso di inviare alla Corte di giustizia dell’Ue una richiesta di orientamento per chiarire se le norme FIFA in materia di trasferimento dei calciatori siano compatibili con il diritto comunitario, considerato l’equilibrio tra gli obiettivi perseguiti dalle associazioni sportive e i diritti garantiti dalle regole dell’Ue.

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