Elliott replica Blue Skye
Casa Milan (Foto Daniele Buffa//Image/Insidefoto)

Blue Skye, l’ex socio di minoranza nella gestione del Milan, attraverso i suoi legali nell’udienza di oggi davanti al Tribunale civile di Milano ha rinunciato al ricorso cautelare d’urgenza che aveva presentato per bloccare la vendita del club rossonero da Elliott a RedBird di Gerry Cardinale. Lo riporta l’ANSA.

La società lussemburghese ha preso atto, come emerso dall’udienza, che la compravendita è stata già perfezionata a fine agosto e quindi non è possibile un ricorso di questo tipo. A Milano resta pendente un procedimento, avviato sempre da Blue Skye, contro Elliott, che riguarda un capitolo della vicenda, in particolare un pegno.

Nell’udienza durata meno di venti minuti, davanti al giudice Angelo Mambriani, presidente della Sezione specializzata in materia di impresa del Tribunale di Milano, i legali di Blue Skye e della sua controllante Luxembourg Investment Company, gli avvocati Maurizio Traverso, Emanuele Breggia e Federico Cerboni, hanno rinunciato al ricorso col quale chiedevano, tra le altre cose, che il giudice adottasse un provvedimento d’urgenza per inibire la “esecuzione” degli accordi sulla cessione del Milan da Elliott al fondo di Cardinale.

Una rinuncia arrivata oggi perché gli avvocati di Blue Skye, confrontandosi con quelli del gruppo Elliott, rappresentato dal pool di legali guidato da Giuseppe Lombardi, hanno preso atto che il closing si è perfezionato il 31 agosto scorso. Il ricorso, a quanto si è saputo, era stato presentato prima che i rappresentanti di Blue Skye sapessero che era stata completata l’operazione. E un’iniziativa cautelare di questo genere non si può portare avanti se la vendita è già stata realizzata. Questo procedimento, con la rinuncia al ricorso, si è estinto. Nel ricorso le società lussemburghesi lamentavano, tra le altre cose, di non aver mai “potuto ottenere alcuna informazione su questa vendita, alla quale erano direttamente interessate” e parlavano di un’operazione “opaca”.

Blue Skye, comunque, si è riservata di procedere con altre azioni legali, tanto che è già pendente davanti al Tribunale milanese una causa nel merito, intentata il 9 settembre, con cui chiede “l’accertamento della invalidità della rinuncia” al pegno “esistente in favore di Project Redblack”, società veicolo costituita nel 2017 per l’operazione di investimento nel Milan e in cui entrò all’epoca Blue Skye. In Lussemburgo, intanto, è in corso un altro procedimento già iniziato (la ‘vera partita’ sembra si giochi là) sulla richiesta, sempre di Blue Skye, di annullare l’accordo che ha portato alla vendita del Milan. E una causa è in corso pure a New York e con al centro documentazione richiesta da Blue Skye a Elliott. Lo ‘scontro’, quindi, va avanti.

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