Lotito Senato
Claudio Lotito (foto ESPA Photo Agency via Onefootball)

«Berlusconi? No, non ho ancora parlato con lui. Ma per la verità non ho ancora parlato con nessuno. Se potrò essere utile mi candiderò, sennò no». Così il presidente della Lazio, Claudio Lotito, prova a sviare il tema delle elezioni.

Come sottolinea La Stampa, in queste ore delicatissime in cui i vertici del centrodestra stanno sistemando le ultime caselle in vista della presentazione delle liste, in realtà il telefono del patron biancoceleste è bollente, e non solo perché il progetto di rifare lo stadio Flaminio è tornato d’attualità.

Nelle ultime settimane il nome di Lotito è stato affiancato a diversi partiti: dalla Lega, all’Udc di Lorenzo Cesa. Passando poi per il colloquio con il suo grande amico Adriano Galliani, che ha deciso di non ricandidarsi. E infine a Forza Italia che gli avrebbe proposto il secondo posto nel listino proporzionale Lazio 2, dietro al coordinatore nazionale Antonio Tajani, oppure un seggio praticamente certo all’uninominale in Molise. L’ufficio stampa della S.S. Lazio ha pure rilasciato una nota per smentire che sul piatto ci fosse l’ipotesi di uno scambio fra un seggio per il presidente del club e il trasferimento del difensore Francesco Acerbi al Monza.

«Se mi candidano valuterò se accettare o meno. Non voglio nascondere niente, è tutto ancora da vedere: una volta mi mettono da una parte, una volta dall’altra. Sto aspettando di capire se in questi giorni si accorderanno, tanto ormai al 21 manca pochissimo. Se mi chiameranno valuterò se accettare o meno», chiosa Lotito.

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