Suning cessione Inter
Steven Zhang, presidente dell'Inter (foto ufficio stampa Inter)

Suning non ha intenzione di vendere l’Inter, almeno per ora. Lo scrive La Gazzetta dello Sport, spiegando che il presidente Steven Zhang ha ribadito il concetto in tutti i modi anche di recente al management del club, agli uomini più vicini: non c’è alcun segnale che indichi un addio. Anzi, i ragionamenti sono proiettati sul medio-lungo termine, non sul breve.

Non sarà quindi una difficoltà momentanea sul mercato a orientare ragionamenti così importanti intorno al futuro del club. Zhang ha sempre parlato di sostenibilità finanziaria da abbinare alla competitività del club, dunque alle vittorie, ai risultati sportivi. È un percorso virtuoso che l’Inter ha intrapreso da almeno due stagioni, e prevede dei sacrifici, a volte anche degli intoppi (come nei casi Dybala e Bremer).

Non è sicuramente il percorso più rapido, ma è l’unica strada che oggi l’Inter può permettersi. Suning nel club, dal 2016 a ottobre 2021 aveva già versato oltre 680 milioni di euro. Un anno fa ha potuto contare su un prestito del fondo Oaktree da 275 milioni, di cui però solo un centinaio circa sono finiti nelle casse della società nerazzurra. È un prestito con scadenza 2024, con tassi elevati (al 12%) e che prevede pure un pegno sulle azioni del club.

Il presidente ha imposto un modello gestionale che prevede una riduzione dei costi, in termini di monte ingaggi della rosa calcolabile intorno al 15%. E, allo stesso tempo, il piano prevede che il player trading diventi centrale per ogni chiusura di bilancio. È accaduto con Icardi nel 2020 e con Hakimi e Lukaku nel 2021. Operazioni che hanno generato plusvalenze per quasi 150 milioni di euro.

Un modello che però non prevede grossi margini di errore per il management, specie se viene reinvestita solo una parte della cifra incassata dalle cessioni. Ora l’imperativo è tenere Skriniar, magari rimandando ad altra data (maggio/giugno 2023) la cessione necessaria ai fini del bilancio. La mossa fin qui ha pagato, almeno in campo nazionale, come testimoniano i tre trofei vinti nelle ultime due stagioni e anche l’allestimento della squadra, seppur da concludere, per il prossimo campionato.

L’interrogativo è semmai sul medio termine, se il confronto è con altri club più liberi in termini di investimenti. E, altra domanda, se l’Inter, dopo essere tornata ai vertici italiani grazie a Suning, sarà in grado di reggere il confronto stabilmente anche in campo internazionale, una volta tornata ad affacciarsi all’inizio di una fase a eliminazione diretta della Champions League lo scorso inverno.

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