UniCredit controllata russa
(Foto Andrea Staccioli Insidefoto)

Unicredit e Commerzbank erano sul punto di avviare colloqui per una fusione prima che lo scoppio della guerra in Ucraina fermasse un’operazione che avrebbe potuto fare da apripista al consolidamento bancario transnazionale in Europa. Lo scrive il Financial Times, secondo cui all’inizio del 2022 l’amministratore delegato di Unicredit, Andrea Orcel, aveva pianificato con il suo omologo, Manfred Knof, un incontro per discutere di una integrazione tra Commerzbank e la controllata tedesca di Unicredit, Hvb.

Dall’operazione, già esplorata senza esito nel 2019, sarebbe nato il secondo gruppo bancario tedesco, con 785 miliardi di euro di asset, oltre mille filiali, e 48 mila dipendenti. Una fusione – scrive l’Ft – a cui gli analisti guardano da lungo tempo con favore, a causa delle ridotte sovrapposizioni tra i due istituti.

Orcel e Knof avevano programmato un incontro in Germania all’inizio del 2022 ma lo scoppio della guerra ha spinto Unicredit a concentrarsi sulla gestione della sua esposizione in Russia, che potrebbe costarle fino a 5,3 miliardi di euro nello scenario peggiore, prima di imbarcarsi in una grande operazione.

Nel frattempo la guerra ha spinto gli investitori a prendere le distanze dal sistema bancario europeo, per i rischi di ricadute legate al conflitto. Grandi fondi come Capital Group si sono liberati di grosse partecipazioni in Commerzbank, Deutsche Bank e Barclays mentre Capital Research ha quasi dimezzato la sua quota in Unicredit.

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