Serie A premi DL Crescita
Lorenzo Casini (foto CF - Calcio e Finanza)

Si tornano ad alzare i toni dello scontro tra la Lega Serie A e la Figc, con al centro in particolare l’ormai famigerato indice di liquidità. La Lega Serie A ha infatti convocato una riunione d’urgenza “esclusivamente in videoconferenza” per martedì 17 maggio, con un unico punto all’ordine del giorno, abbastanza chiaro: “Licenze nazionali 2022-23 e i rapporti con la Figc”.

Sul tavolo, infatti, c’è la decisione della Figc di fissare a 0,5 l’indice di liquidità necessario per iscriversi al campionato. Nelle scorse settimane, il presidente della Lega Serie A Lorenzo Casini aveva già parlato così del tema: «Permangono le perplessità sull’indice di liquidità, non per l’utilità dell’indicatore in sé, ovviamente, ma per i tempi e i modi con cui è stato reintrodotto come requisito di ammissione. Siamo a fine aprile, l’iscrizione è a fine maggio, ma l’indice fotografa la situazione al 31 marzo: ha così efficacia retroattiva e, soprattutto, obbliga eventuali squadre a immettere liquidità senza poter ricorrere al mercato e in un contesto ancora sotto gli effetti della pandemia».

Ora, verso il consiglio federale del prossimo 18 maggio, i toni tornano ad accendersi: la minaccia da parte di alcuni club è quella di presentare un ricorso contro la delibera approvata dallo stesso consiglio Figc, fino anche alla minaccia di non versare la mutualità alle serie minori. Diversi club rischiano di dover tirare fuori decine di milioni, o vendere qualche giocatore, per poter rientrare nei parametri ed iscriversi al campionato. Addiritrura, minaccia qualche altro club, si potrebbe arrivare alla rottura con la Figc e scegliere di non presentare nemmeno gli indici di liquidità.

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