Aleksander Ceferin Superlega
Aleksander Ceferin (copyright: Daniele Buffa/via Onefootball)

«Per me, questo progetto è finito una volta per tutte o almeno per i prossimi 20 anni. Non so cosa accadrà dopo». In occasione del Congresso Uefa a Vienna, il presidente dell’ente europeo del calcio, Aleksander Ceferin, torna sul tema della Superlega, già trattato nel suo discorso iniziale («quando la Uefa affronta i milionari che pensano di comprare tutto, il calcio vince. Dobbiamo continuare a incoraggiare i pesci più piccoli a lottare per battere i giganti»). «E comunque – aggiunge Ceferin parlando in conferenza stampa – non mi piace chiamarla Superlega, perché questo progetto è tutto tranne che, appunto, una Superlega».

Il presidente dell’Uefa e il suo modello di calcio ‘aperto’ oggi hanno ricevuto il sostegno di Margeritis Schinas, vicepresidente della Commissione europea, che ha partecipato al Congresso.
Intanto però continua la disputa legale che ha coinvolto i tribunali di Madrid e la Corte di Giustizia dell’Ue che deve pronunciarsi sul concetto di ‘posizione dominante’ denunciato, a proposito dell’Uefa, dai tre club ancora ‘ribelli’, ovvero Juventus, Real Madrid e Barcellona.

«Sostengono che abbiamo il monopolio – commenta Ceferin -, ma io ho detto molte volte che nessuno deve per forza giocare nella nostre competizioni, così come nessuna federazione è costretta a fare parte dell’Uefa. Hanno tutti i diritti per creare la propria Uefa, hanno tutto il diritto di giocare la propria competizione. Ma, ovviamente, secondo il nostro regolamento se giochi un’altra competizione non puoi giocare anche nella nostra. E tutto ciò, se permettete, è ben lungi dall’essere una posizione dominante».

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