Dusan Vlahovic (Photo by MARCO BERTORELLO/AFP via Getty Images)

Il mondo delle criptovalute diventa sempre più protagonista nel mondo del calcio. Nell’ultimo anno, infatti, è esploso l’interesse da parte delle società cypto per il pallone, tra NFT, token e soprattutto diversi accordi di sponsorizzazione tra le piattaforme e i club. Come quello tra Bitget e Juventus, che ha visto la piattaforma asiatica di cryptocurrency exchange di portata internazionale (con oltre due milioni di utenti nel 2022) diventare il primo sponsor di manica della storia del club bianconero, in un accordo biennale da complessivi 12,5 milioni di euro.

Le sponsorizzazioni calcistiche, così, hanno cambiato nuovamente volto: basti pensare che nel 2021 sono stati siglati 392 accordi a livello mondiale tra società calcistiche e piattaforme di trading e criptovalute, di cui 43 accordi con club italiani per un incremento del +2.050% rispetto al 2020. Tra queste, dicevamo, anche Bitget, che grazie alla crescita si è ritagliata uno spazio rilevante a livello globale e che ora punta, anche grazie all’accordo con la Juventus, a continuare a crescere, in un rapporto sempre più stretto da criptovalute e mondo del calcio.

Una volta, però, avere uno o diversi sponsor sulla maglia non era ovvio quanto lo è oggi per le società. «Quando ero ragazzino fu la squadra della mia città, il Perugia, ad avere il primo sponsor sulla maglia con il logo di Pasta Ponte e destò tante polemiche. Fu l’apripista, aprendo questa possibilità di avere una sponsorizzazione per aiutare le squadre a crescere a livello di marketing», ha raccontato a Calcio e Finanza Fabrizio Ravanelli, parlando a nome di Bitget, partner ufficiale di exchange di criptovalute della Juventus.

«Quando arrivai alla Juventus il primo sponsor era Danone, poi siamo passati a Sony. Credo che accordi come quello tra il club bianconero e Bitget siano qualcosa di essenziale per poter crescere. È fondamentale poter allacciare rapporti che possano dare la possibilità sia di far conoscere nel mondo calcistico l’azienda che sponsorizza il club, sia di far conoscere la squadra nel settore dove lavora la società che mette il suo brand sulla maglia», ha aggiunto l’ex attaccante della Juventus.

Fabrizio Ravanelli (foto Giorgio Perottino / Insidefoto)

La strategia del club bianconero, d’altronde, è quella di puntare su brand di alto livello per gli accordi di sponsorizzazione. «La Juventus sceglie sempre brand molto importanti nel mondo, marchi che siano allo stesso piano del club perché è una delle squadre più importanti al mondo sia a livello calcistico che marketing. Da quando faccio parte di questa famiglia, mi sono sempre accorto che la Juventus riesce sempre a raggiungere accordi con aziende numero uno del settore», ha proseguito Ravanelli.

Anche se oggi il rischio, nel mondo del calcio e dello sport, è quello di vedere maglie sempre più piene di sponsor. «Onestamente Juventus ha sempre avuto una certa eleganza nel mettere lo sponsor, spesso ha risaltato anche la maglia bianconera. Ci sono stati anche casi di sponsor che hanno portato a imbruttire la maglia, a volte anche tra i compagni scappava qualche sorriso e qualche battuta. Oggi vediamo non solo nel calcio ma anche in altri sport divise talmente piene di sponsor che si fa fatica a riconoscere i colori della maglia, credo che in certe situazioni può portare qualcosa di carino ma in altre può portare persino a togliere i colori della tua società».

Ma, come dicevamo, anche il mondo dello sponsorizzazioni calcistiche è in una fase di cambiamento, con l’avvento delle criptovalute nell’ultimo anno a farla da padrone sulle maglie dei club. «Sinceramente finora non mi sono avvicinato molto al mondo delle cripto, ma sono sempre alla scoperta di queste nuove aziende per poter riuscire a capire tutto come funziona. Credo che le sponsorizzazioni debbano essere oggi fondamentali per poter riuscire a far crescere il mondo calcistico e non solo, anche quello delle aziende. La crescita è parallele, quando ci sono marchi numero uno al mondo possa portare giovamento ad entrambe. E la Juventus può fare gola a tanti brand, perché quello che riesce a muovere Juventus nel mondo poche squadre riescono a farlo, forse solo una decina di squadre», ha concluso Fabrizio Ravanelli, che ha parlato a nome di Bitget, partner ufficiale di exchange di criptovalute della Juventus.

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